Soci Alitalia sull’orlo di una crisi di nervi

alitalia-hostess-SLIDERSta per essere deliberato un prestito ponte di 200 milioni di euro dal Cda della prossima settimana


ROMA – L’Alitalia ha bisogno di ossigeno per superare la fase critica del primo trimestre di quest’anno. In cassa c’è quanto basta per tirare avanti un mese. Il consiglio di amministrazione di ieri ha valutato quindi tutte le opzioni per risolvere momentaneamente il problema: un aumento di capitale da 400 milioni, l’emissione di un prestito obbligazionario o un prestito ponte di 200 milioni da parte dei soci per tirare avanti. Non sono state prese decisioni definitive, ma l’orientamento è per la terza delle soluzioni esaminate, che dovrebbe essere assunta nel Cda già convocato per la prossima settimana.

Nel corso della riunione non si sarebbe parlato di vendita delle quote, dopo che è scaduto da circa due settimane il vincolo di lock-up. Le grandi manovre sono tuttavia in corso. I principali soci di Cai starebbero trattando con Rothschild un mandato di advisoring per selezionare eventuali compratori. Per ora non si è fatto avanti nessuno, neppure Air France-Klm, cioè il maggiore socio del gruppo.

L’impasse sta cominciando ad innervosire i membri della compagine e emergono divisioni non solo sui risultati del gruppo, ma anche sulle strategie più opportune per salvare capra (la compagnia) e cavoli (il recupero dei soldi versati dai “capitani coraggiosi”).

Di questa tensione si è avuta testimonianza ieri quando Salvatore Mancuso, pezzo da 90 di Unicredit e leader del fondo Equinox, si è lanciato in un filippica contro il presidente della compagnia, Roberto Colaninno. Arrivando a proporre una mozione di sfiducia ad personam. Il consiglio di amministrazione l’ha respinta a larghissima maggioranza, ma il clima di tensione e incertezza all’interno del massimo organo deliberante di Alitalia non si è affatto dissipato. E questo non è certo il contesto migliore per un’operazione di soccorso finanziario da assumere nel giro di poche ore.

Riguardo allo spin off del programma Mille Miglia, una precedente riunione del comitato esecutivo aveva già dato il via libera alla nascita della nuova società. Lo scorporo del programma Mille Miglia viene valutato circa 150 milioni anche se autorevoli commentatori, citando uno studio della Ernst & Young, parlano di 180 milioni.

Sul fronte dei conti, il quarto trimestre di quest’anno sembra essere andato bene nonostante la stagione non felice per il traffico aereo. Dopo avere registrato perdite per 173 milioni nei primi nove mesi dello scorso anno, l’Alitalia dovrebbe archiviare il 2012 con una perdita intorno ai 180 milioni. Il quarto trimestre dello scorso anno sarebbe stato il migliore degli ultimi 15 anni.

Potrebbero interessarti anche