Vede la luce il piano degli aeroporti

Aereo-atterraggioCompletato dal ministro Passera l’atto di indirizzo del nuovo programma. Fiumicino nel I gruppo, Ciampino nel II

 

ROMA – Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera, ha emanato l’atto di indirizzo per la definizione del Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale. Il provvedimento, “atteso da 26 anni – spiega una nota – pone le basi per un riordino organico del settore aeroportuale sotto il profilo infrastrutturale, gestionale e della qualità dei servizi”.

L’atto, che recepisce gli orientamenti comunitari e gli indirizzi governativi e parlamentari, sarà ora inviato alla Conferenza permanente Stato-Regioni per la necessaria intesa e, successivamente, adottato con un apposito decreto dal Presidente della Repubblica.

“Con l’atto di indirizzo colmiamo una grave lacuna del nostro Paese che durava da 26 anni – ha dichiarato Passera – Il provvedimento è uno strumento importante per avviare il riordino di un settore per noi strategico, favorendone lo sviluppo e il recupero di efficienza. Concentriamo sforzi e investimenti sugli aeroporti che rientrano nei piani infrastrutturali europei e, al tempo stesso, confermiamo il ruolo degli scali territoriali che servono importanti realtà locali. Attraverso la razionalizzazione dei servizi, un piano di infrastrutturazione a medio periodo, la costituzione di reti aeroportuali, l’Italia – ha concluso – può davvero ambire ad avere un sistema all’ avanguardia e competitivo a livello internazionale, evitando sprechi di risorse pubbliche. La collaborazione con le Regioni sarà fondamentale”.

Il piano nazionale aeroportuale “non prevede la realizzazione di nuovi scali” e auspica la progressiva uscita degli enti pubblici dal capitale delle società di gestione favorendo l’ingresso dei privati. “Lo stop – spiega il ministero – vale, ad esempio per Grazzanise (considerata la capacità di Napoli Capodichino di sostenere ulteriori aumenti di traffico e la possibilità di utilizzare lo scalo di Salerno) e Viterbo (i cui investimenti potranno essere usati per il potenziamento infrastrutturale di Fiumicino)”.

Sono complessivamente 31 gli aeroporti di interesse nazionale individuati dal nuovo piano di riassetto del sistema varato oggi dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera. Questi scali sono raggruppati sotto tre grandi categorie: aeroporti inseriti nel ‘core network’, considerati di rilevanza strategica a livello Ue; aeroporti inseriti nella ‘comprehensive network’ e aeroporti non facenti parti delle reti europee.

Questi, nel dettaglio, gli aeroporti di interesse nazionale. Si comincia da quelli inseriti nella Core Network, considerati di rilevanza strategica a livello Ue in quanto pertinenti a città o nodi primari. Sono: Bergamo Orio al Serio, Bologna, Genova, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino, Torino e Venezia.

Il secondo gruppo è quello degli aeroporti inseriti nel Comprehensive Network, che, vede, a sua volta, al suo interno, tre ulteriori sottogruppi. Ci sono gli scali con traffico superiore a 1 milione di passeggeri annui: Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona. Ci sono poi gli scali con traffico superiore a 500mila passeggeri annui e con specifiche caratteristiche territoriali (unicità nell’ ambito regionale o servizio a un territorio di scarsa accessibilità): Ancona, Pescara, Reggio Calabria, Trieste. Ci sono infine gli aeroporti indispensabili per la continuità territoriale: Lampedusa e Pantelleria.

Il terzo gruppo, cioè quello degli aeroporti non facenti parte delle reti europee, comprende gli scali con traffico vicino al milione di passeggeri e con trend in crescita, come l’aeroporto di Rimini, e scali destinati a delocalizzare il traffico di grandi aeroporti, come Salerno. Per questi scali, spiega il ministero delle Infrastrutture, è previsto sia il mantenimento della concessione nazionale, sia la soluzione delle criticità relative al rilascio della concessione in gestione totale, ove essa sia mancante.

Gli aeroporti di interesse nazionale potranno inoltre essere interessati da un programma di infrastrutturazione che ne potenzi la capacità, l’accessibilità, l’intermodalità, a partire da Roma Fiumicino (realizzazione di una nuova pista, potenziamento delle aree di imbarco e dei Terminal), Malpensa e Venezia (miglioramento dell’ accessibilità delle strutture e della interconnessione con l’alta velocità ferroviaria). Il potenziamento di diversi altri scali e’ previsto nel medio-lungo periodo.

Nel nostro Paese sono attualmente operativi 112 aeroporti, di cui 90 aperti al solo traffico civile (43 aperti a voli commerciali, 47 a voli civili non di linea), 11 militari aperti al traffico civile (3 scali aperti a voli commerciali, 8 a voli civili non di linea), 11 ad uso esclusivamente militare.

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