La Cassa depositi e prestiti in cerca d’identità

Cdp_sliderRisultati 2012 migliori delle previsioni. Finanziamenti per oltre 20 miliardi di euro

 

 

ROMA – Il Consiglio di Amministrazione della Cassa depositi e prestiti ha esaminato i dati preliminari del 2012 e la previsione di budget per il 2013.

L’anno scorso sono state mobilitate sotto forma di finanziamenti e investimenti risorse complessive superiori a 20 miliardi di euro, dopo i 16,5 miliardi già impiegati nel 2011. Sono stati così quasi raggiunti con un anno di anticipo gli obiettivi del piano industriale triennale, che prevedeva – tra il 2011 e il 2013 – l’immissione nell’economia di nuove risorse per 40 miliardi di euro.

Questa previsione, alla luce dei risultati 2012, è stato rivista a oltre 50 miliardi di euro in tre anni, più del 3% del Pil, a conferma del ruolo anticiclico della Cassa. In un contesto cioè caratterizzato dalla crisi del mercato e dai vincoli di finanza pubblica, la Cdp ha supportato la crescita del Paese concentrando gran parte degli impieghi in prodotti a sostegno dell’economia (plafond Pmi, export finance, ecc..) e aumentando il peso degli investimenti di capitale, al fine di ampliare e rafforzare l’attività nei tre settori tradizionali: il supporto degli Enti pubblici, lo sviluppo delle infrastrutture e l’aiuto alle imprese.

Nel primo settore si è ridotta nel 2012 l’attività di finanziamento nei confronti degli Enti pubblici perché da un lato nel 2011 sono state effettuate erogazioni non ricorrenti di importo rilevante e dall’altro per la contrazione della domanda di mutui, connessa ai vincoli di finanza pubblica. Cdp mantiene tuttavia una elevata quota di mercato e ha deliberato, a favore della valorizzazione degli immobili pubblici, l’allocazione di un miliardo di euro (di cui già sottoscritti 250 milioni) ai Fondi di investimento per la valorizzazione immobiliare.

Sempre in questo settore, dopo il plafond da 2 miliardi dedicato alla ricostruzione dei territori abruzzesi colpiti dal sisma 2009 (plafond completamente utilizzato), nel 2012 la Cassa ha messo a disposizione a fine anno 12 miliardi di euro per il sisma dell’Emilia, di cui già contrattualizzati 800 milioni relativi al “Plafond Moratoria”.

Sul fronte delle infrastrutture gli investimenti hanno riguardato prevalentemente i settori del gas, delle multiutilities e delle autostrade. Tra i principali beneficiari: Autovie Venete, Concessioni Autostradali Venete, BreBeMI, Austostrade Spa, Traforo Frejus, Tramvia di Firenze, Gasdotti, Reti metropolitane di Roma e Milano. Senza contare che Cdp ha operato a sostegno dello sviluppo infrastrutturale anche attraverso i fondi equity ai quali partecipa: F2i, Marguerite e InfraMed.

A sostegno delle imprese, il Plafond Pmi, che nel 2012 ha finanziato circa 60mila imprese, a seguito dell’esaurimento della prima tranche da 8 miliardi, è stato ampliato a 18 miliardi di euro, di cui 2 miliardi destinati a fronteggiare gli effetti negativi dei ritardi nei pagamenti della PA. Anche il plafond dedicato ad “Export Banca”, il prodotto di supporto all’export e all’internazionalizzazione delle imprese italiane, è stato aumentato lo scorso anno da 2 a 4 miliardi.

Sul piano delle acquisizioni, oltre al 30% di Snam, che conferma il suo ruolo di investitore istituzionale strategico di, nel 2012 Cassa depositi e prestiti ha effettuato 3 acquisizioni a valenza industriale: 100% di Sace, 76% di Simest e 100% di Fintecna. Infine il Fondo Strategico Italiano controllato da Cdp, ha deliberato nel 2012 investimenti per circa 800 milioni e ha sottoscritto con la Qatar Holding una joint venture da 2 miliardi di euro per il sostegno del Made in Italy. Nel 2012 FSI ha registrato l’ingresso nel suo capitale della Banca d’Italia.

In linea generale, l’incremento di attività della Cassa a sostegno dell’economia, sia sul fronte del credito che su quello dell’equity, è evidenziato dai dati preliminari di fine esercizio. Rispetto al 2011, i crediti verso clientela e banche cresceranno di circa il 2%, gli investimenti azionari (titoli e partecipazioni) si attesteranno a quasi 30 miliardi di euro e l’attivo complessivo supererà i 300 miliardi di euro. Sul lato del passivo, la raccolta postale salirà oltre i 230 miliardi di euro.

Il 2012 si chiuderà dunque con un risultato netto ben superiore agli 1,6 miliardi di euro del 2011 e ai 2 miliardi previsti dal piano industriale, pur senza considerare la plusvalenza ottenuta dalla vendita del 3,3% di Eni, pari a circa 500 milioni di euro.

Per quest’anno poi si prevede un volume di risorse mobilitate in ulteriore incremento rispetto al 2012. Complessivamente gli impieghi nell’orizzonte temporale del Piano 2011-2013 supereranno i 50 miliardi di euro: un contributo al Pil di oltre l’1% annuo.

Commentando questi dati, il presidente di Cdp, Franco Bassanini ha dichiarato: “I dati evidenziano come, in un anno molto difficile per l’economia italiana e per le finanze pubbliche, dunque per gli investimenti delle pubbliche amministrazioni la Cassa ha moltiplicato i suoi sforzi e rafforzato il suo impegno a sostegno dell’economia reale e della infrastrutturazione del Paese. E’ ormai di gran lunga il più importante finanziatore degli investimenti pubblici e il maggiore investitore di lungo termine del Paese. Grazie alla sua prudente gestione, continua ad assicurare un impiego sicuro al risparmio di 25 milioni di italiani, nel contempo destinandolo a sostenere la ripresa dell’economia e la crescita futura. Solo 3 o 4 anni fa consideravamo la tedesca KfW e la francese Caisse des Depots dei modelli irraggiungibili: oggi registriamo risultati comparabili con i loro”.

Potrebbero interessarti anche