Tentativi (vani) di riforma del credito

Lehman_brothers_sliderDopo il caso Mps, a Francoforte si comincia a discutere di separare la speculazione dal credito


 

ROMA – La misura degli scandali finanziari deve essere stata considerata colma anche a Francoforte, finora sorda a qualsiasi critica al sistema bancario. Dopo la grande crisi dei subprime del 2008, lo scandalo sui derivati di JpMorgan, le manipolazioni fraudolente del tasso libor e ora lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena, la Bce si è decisa finalmente a prendere in esame il rapporto Liikanen (dal nome del governatore della Banca centrale finlandese) che propone la separazione dell’attività bancaria ordinaria dalle operazioni speculative.

“In generale, l’Eurosistema ritiene opportuno separare alcune attività ad alto rischio degli istituti finanziari che non sono associati alla fornitura di servizi relativi ai clienti”, si legge nel documento di ieri della Bce. Come si vede, per il momento si tratta ancora di un timido segnale di attenzione che tuttavia, conoscendo la difesa ad oltranza dello status quo opposta da Draghi e dai tecnocrati di Francoforte a qualsiasi cambiamento, non è affatto da trascurare.

Comunque i fautori della riforma aumentano ogni giorno anche a seguito del dibattito sviluppatosi negli Usa e nel Regno Unito, approdato alla Volcker Rule, al Dodd-Frank Act che Obama sta faticosamente tentando di realizzare, o al report dell’inglese Independent Commission on Banking.

Favorevole al documento Liikanen si è dichiarato anche il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. Persino Sandy Weill, fautore dell’abrogazione del Glass-Steagall Act(la legge americana che prevedeva la separazione bancaria) mesi fa, ammettendo “l’errore”, auspicava il ritorno “alla completa separazione tra banche commerciali e banche d’affari”.

“L’Europa finora ha latitato – fa notare Marco Infante sul Il Foglio – Gli ostacoli infatti sono in seno alla stessa Banca centrale. Mario Draghi, governatore della Bce, è considerato, insieme a Giuliano Amato, uno dei fautori che portò anche in Italia la banca universale. Ed entrambi in questi giorni sono nell’occhio del ciclone proprio per l’esplosione del caso delle operazioni di finanza speculativa portate avanti da Mps, con il primo che era a capo della vigilanza bancaria italiana all’epoca dei fatti e il secondo che rappresenta il principale padrino politico di Giuseppe Mussari”.

Ora comunque è tutto in mano alla Bce e si preannuncia un nuovo scontro interno tra tedeschi e paesi nordici più propensi alla riforma e il governatore Draghi, che già ai tempi della sua evanescente presidenza del Financial Stability Board dimostrò come la pensava in tema di riforma sistemica.

E lo sa bene Giulio Tremonti che a maggio dell’anno scorso presentò una proposta di legge sulla “riforma dell’ordinamento bancario mediante la separazione tra credito produttivo e attività finanziaria speculativa”. Nel primo articolo si specificava che “per banche produttive si intendono le banche che esercitano l’attività di credito nei confronti delle imprese, dei lavoratori,delle famiglie e delle comunità. Per banche speculative si intendono le banche che investono nel mercato finanziario”.

I decreti di attuazione avrebbero dovuto prevedere, per le banche produttive,”il divieto i detenere partecipazioni o di stabilire accordi di collaborazione commerciale di qualsiasi natura con i seguenti soggetti: banche d’affari, banche d’investimento, società di intermediazione mobiliare e, in generale, tutte le società finanziarie che non sono autorizzate ad effettuare la raccolta di depositi tra il pubblico”

La Lehman Brothers è fallita nel 2008 con il tutto il suo carico di titoli spazzatura e di operazioni speculative. Da allora non si è mosso nulla. La battaglia per fare in modo che fatti come quello del Monte dei Paschi di Siena non si ripetano più sarà lunghissima e durissima.

Potrebbero interessarti anche