Fitch, rating A con riserva per il Comune

Fitch-sliderLa società di rating ipotizza una serie di eventi e misure non favorevoli. Il commento dell’assessore Lamanda

 

ROMA – L’agenzia Fitch, una delle tre grandi società americane di valutazione dell’affidabilità degli emittenti, ha mantenuto il rating A sul debito del Comune di Roma a fronte dei buoni risultati preliminari di bilancio del 2012. Subito dopo però ha posto sotto osservazione ‘negativa’ lo stesso debito a lungo termine dello stesso Comune.

La decisione è stata presa in base alla previsione di “forti pressioni di bilancio e di liquidità” nel caso non vengano introdotte misure correttive per riequilibrare i conti nel periodo 2013-2015. Senza tali aggiustamento, scrive Fitch, Roma potrebbe segnare nell’anno in corso un deficit operativo di 200 milioni di euro, pari al 4% delle entrate, che potrebbe salire a 300 milioni nel 2015.

I criteri di valutazione delle varie Moody’s, Standard&Poor’s, Fitch, sono già stati sottoposti ad innumerevoli critiche in tutto il mondo, ma non finiscono mai di stupire. E’ come se il maestro ti desse un bel voto perché hai studiato la lezione, ma aggiungesse che se non studierai in futuro ti darà un brutto voto.

La cosa sarebbe indifferente se fossimo a scuola, ma siccome parliamo di finanza la contraddizione di Fitch potrebbe avere pesanti ripercussioni sulle future emissioni obbligazionarie di Roma Capitale. D’altronde chi potrebbe dar torto a quel risparmiatore che si rifiutasse di sottoscrivere quelle obbligazioni fino al 2015, fino a che cioè non avesse certezza che fossero state introdotte adeguate misure correttive di bilancio?

“Fitch stima – si legge in una nota – che a legislazione e deliberazioni vigenti, il Comune allineerà un disavanzo corrente di circa 200 milioni di euro nel 2013, ossia il 4% delle entrate, tendente ad oltre 300 milioni nel 2015 per effetto del combinato impatto del taglio dei trasferimenti statali e dell’aumento della spesa comunale”. Fitch dunque mette in allarme i risparmiatori sulla base di ipotesi e di congetture opinabili tutte da verificare.

Ma non si accontenta neppure del “rating warning”, ma introduce elementi di valutazione assolutamente discrezionali. Dice in sostanza che il rating del Comune potrebbe essere ridotto di un punto qualora l’equilibrio di bilancio sia ristabilito con misure non strutturali o previsioni aggressive di riduzioni di spesa di difficile implementazione tali da non garantire la capacità del Comune di generare flussi di cassa necessari alla copertura della spesa ricorrente, che Fitch (bontà sua, ndr) stima in salita verso i 5 miliardi di euro nel 2014-15 dai 4,5 miliardi del 2011-2012.

Andrebbe ancora peggio qualora vi fosse una significativa incertezza sui tempi e sull’entità delle misure correttive ed eventuali avversità macroeconomiche aumentino la pressione sulla liquidità (e perché non minacciare un rating “spazzatura” se cadesse un asteroide o Ostia fosse sommersa da uno tsunami? ndr). E ciò nonostante gli aumenti dell’Imu rispetto alle aliquote base abbiano parzialmente compensato il taglio dei trasferimenti statali per circa 400 milioni nel biennio 2012-2013, consentendo un avanzo operativo di circa 200 milioni nel 2012.

Ma non c’è da illudersi, ammonisce Fitch. “Nonostante l’aumento, per legge, della tassa rifiuti del 6% circa nel 2013, la prevedibile revisione al ribasso dei trasferimenti regionali, nonché la crescita della spesa comunale per interessi e per contributi all’Atac per riequilibrarne il bilancio entro il 2014, dovrebbero tradursi in uno sbilancio di circa 200 milioni sul bilancio corrente del Comune nel 2013”.

Se tutte queste sciagure non si verificassero, Fitch ha sempre l’ultima carta da giocare: “Il persistere delle difficoltà politiche che hanno ritardato a novembre l’approvazione del bilancio di previsione 2012, potrebbe orientare l’Amministrazione a non approvare il bilancio di previsione 2013 prima delle elezioni di giugno, ritardando l’adozione delle misure correttive per il triennio 2013-2015”.

In questa fosca luce proiettata dalla società di rating sul futuro economico di Roma Capitale, forse fa bene l’assessore al bilancio Lamanda ad accontentarsi del bicchiere mezzo pieno della conferma del rating A “che dimostra che Roma Capitale in questi anni ha garantito un costante presidio della contabilità, attraverso l’ottimizzazione delle sempre più limitate risorse e la razionalizzazione delle spese, fronteggiando la crescente domanda di servizi sociali, di manutenzione delle infrastrutture, di realizzazione di nuove opere pubbliche essenziali per far funzionare bene la città”. Poi comunque – lo dica a Fitch – domani è un altro giorno.

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