Incidente annunciato fuori pista a Fiumicino

Carpatair_sliderLa compagnia rumena Carpatair in partnership con Alitalia al centro di feroci polemiche già da mesi. Una serie di incidenti, ritardi o disfunzioni

ROMA – L’atterraggio di emergenza di sabato scorso sulla pista di Fiumicino del volo targato Alitalia ma della compagnia romena Carpatair continua a suscitare un mare di polemiche tecniche, economiche e sindacali. Sulle cause dell’incidente, in cui sono rimasti coinvolti 16 feriti, di cui due gravi, sono state aperte almeno due inchieste, una della magistratura e un’altra dai tecnici dello scalo.

Sembra comunque che il vento soffiasse a circa 50 Km/h quando l’Atr 72 proveniente da Pisa è atterrato. Proprio a causa del vento che soffiava sulla pista 1, più vicina al mare, l’aeroporto stava usando prevalentemente la pista numero 3, mentre la 2 era chiusa per manutenzione.

“I piloti vengono informati attraverso un bollettino meteo” – spiega il direttore dell’Enac Turrà – possono quindi decidere se atterrare sullo scalo di destinazione o, conoscendo l’aereo, su un aeroporto alternativo. D’altronde quando si verifica un incidente non dipende mai da una sola causa ma da una catena di eventi”.

La partnership tra le due compagnie era partita un anno fa e al vettore romeno – che vola anche per Lufthansa, Malev e Austrian Airlines – Alitalia aveva affidato i suoi collegamenti tra Roma e Ancona, Bologna e Pisa, da effettuare con due aerei Atr 72-500 da 70 posti. I due aeromobili erano stati “vestiti” di tutto punto con la livrea Alitalia.

Ma i guasti, i ritardi e i disservizi erano cominciati subito dopo. Il 5 gennaio, sulla tratta Roma-Ancona, un Atr partito da Ancona è dovuto rientrare allo scalo per problemi di depressurizzazione. I passeggeri sono scesi a terra terrorizzati, dopo essere stati costretti a indossare le mascherine. Il 22 gennaio scorso c’era già stato un precedente, sulla stessa tratta, quando il velivolo della Carpatair è stato costretto a un atterraggio d’emergenza allo scalo subito dopo il decollo per problemi tecnici. L’ennesimo disservizio, il quindicesimo nell’arco di un mese e mezzo, aveva indotto l’Alitalia ad annunciare che avrebbe svolto direttamente il servizio dalla città delle Marche..

La cosa che stupisce in questo come in altri episodi, non solo aeronautici, è che spesso si tratta di incidenti annunciati. Se uno infatti ripercorre gli eventi e le denunce di questi ultimi mesi, si chiede perché gli organi di controllo sulla sicurezza dei voli non siano intervenuti prima a bloccare una partnership da subito rivelatasi del tutto inadeguata.
Viva preoccupazione infatti era stata espressa più volte dalle organizzazioni sindacali dei piloti e la Uil trasporti aveva formalmente sollecitato le “opportune verifiche” sulla affidabilità della compagnia romena. La stessa Anpac aveva protestato perché “chi acquista un biglietto Alitalia si troverà imbarcato su un aeromobile solo apparentemente appartenente all’ex compagnia di bandiera, ma in realtà operato direttamente dalla Carpatair, con piloti e assistenti di volo scelti e addestrati in Romania”.

C’era stato addirittura uno sciopero il 25 gennaio scorso dei piloti e degli assistenti di volo aderenti a Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl contro la politica dell’Alitalia per “la cessione parziale di attività di volo ad operatori terzi”. I sindacati in sostanza erano concordi nel sostenere che la compagnia romena “ha dimostrato di non avere lo stesso standard di qualità, regolarità e puntualità nei confronti dei passeggeri dei voli operati in wet leasing”.

Carpatair aveva replicato parlando di una “campagna mediatica”, animata da “alcuni sindacati italiani di piloti” insoddisfatti per l’accordo con Alitalia e intenzionati a “danneggiare l’immagine della compagnia” romena.

Ma in questa querelle i controllori dov’erano? L’Enac ha dichiarato che “gli aerei di Carpatair, sottoposti ad ispezioni senza preavviso, erano risultati efficienti”. L’Enav a sua volta un mese fa aveva avviato un’indagine sulla Carpatair a seguito della denuncia dei sindacati per i ripetuti incidenti occorsi. Ma poi non se ne era sapuito più nulla. La stessa Alitalia, che aveva già sospeso la partnership per i voli tra Roma e Ancora, ora, dopo l’incidente a Fiumicino, ha annunciato di aver annullato tutti i voli gestiti dalla Carpatair.

Era inevitabile che questa operazione di outsourcing messa in atto da Alitalia alle prese con gravi problemi di gestione suscitasse l’ira delle organizzazioni sindacali. Secondo Andrea Cavola, rappresentante nazionale Trasporto USB e candidato alla Regione Lazio con la lista Rivoluzione Civile, “la compagnia di bandiera Alitalia sembra molto più interessata a risparmiare sul costo del lavoro, nonostante le migliaia di lavoratori in cassa integrazione e mobilità, che a seguire come sono operati i propri voli. Per questo il tragico episodio si inserisce nella confusione programmatica del management Alitalia che ha ossessivamente perseguito un solo obiettivo, ovvero la politica dei tagli”.

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