Milioni di italiani a letto con l’influenza

influenzaNella maggior parte dei casi si tratta di un virus di media gravità. Il 10% delle assenze dal lavoro dovute all’epidemia

 

ROMA – C’è qualche milione di italiani che in questo momento è a letto con l’influenza, o ne è appena uscito. Gli infettivologi prevedono che, a fine stagione, si saranno ammalati tra i 5 e i 6 milioni di persone. Si parla di un allarme di «media gravità», nonostante l’ombra di quel virus, probabilmente mutato, che ha messo in ginocchio gli Stati Uniti, l’A/H3N2.

Uno dei medici sentinella per l’influenza della Società italiana di medicina generale, Aurelio Sessa, ha dichiarato qualche giorno fa: «Anche da noi è in giro questo virus, ma non abbiamo nessun segnale che possa preoccupare. Le analisi compiute attraverso i prelievi con il tampone faringeo ci rivelano che solo il 17 per cento dei pazienti sono stati colpiti da questo ceppo. La prevalenza è a letto per un altro virus, già previsto e nel vaccino stagionale, il B. È sicuramente da rilevare la rapidità con la quale stanno crescendo i casi in Italia. Nel caso in cui i medici sentinella e le statistiche dell’Istituto superiore di sanità rilevassero cambiamenti importanti nella diffusione dell’epidemia scatterebbe lo stato di allerta. Che, al momento, non c’è. Anche perché gli stessi laboratori americani non hanno certezze sull’identikit di questo virus, probabilmente mutato in modo aggressivo».

Secondo quanto riportato in un’interrogazione parlamentare dell’on. Barbato (Idv), tra i pazienti più piccoli, uno su tre svilupperà probabilmente un’otite acuta e due su cento dovranno essere ricoverati. E ancora: il dieci per cento delle assenze dal lavoro, da adesso alla metà di marzo, si dovranno proprio all’epidemia stagionale. Da noi la durata media di assenza dal lavoro è di 4,8 giorni. Un po’ meno, dunque, di quanto dura un’influenza che supera i cinque giorni.

L’aumento dei casi di influenza è dato sopratutto da due fattori: l’allarmismo legato ai probabili effetti collaterali del vaccino e lo scarso approviggionamento da parte delle farmacie. Tutto ciò ha determinato, rispetto all’anno scorso, un aumento della percentuale di soggetti non vaccinati che ne ha provocato di conseguenza un maggior contagio.

Gli italiani potranno essere colpiti da altri virus parainfluenzali o simil-influenzali che provocano problemi respiratori sovrapponibili a quelli dell’influenza, anche se meno gravi. Febbre superiore ai 38,5 gradi a insorgenza repentina, sintomi respiratori (tosse, naso chiuso, mal di gola), dolori muscolari, mal di testa, stanchezza: se questi elementi non si presentano contemporaneamente, dicono gli infettivologi, si tratta di un sindrome respiratoria acuta causata da virus respiratori e da batteri che nulla hanno a che vedere con l’influenza stagionale.

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