Colosseo, il Tar dà inizio al restauro

Colosseo_sliderAccolto il ricorso della società Gherardi esclusa dalla gara. I primi cantieri apriranno già a maggio

 

ROMA – E’ Gherardi, secondo quanto stabilito ieri dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, il vincitore della gara di appalto di circa 8 milioni di euro per la prima tranche di lavori del restauro del Colosseo targati Della Valle.

Il Tar ha infatti accolto il ricorso presentato dalla stessa società prima classificata, contro la decisione della soprintendenza di Roma di escluderla dal bando. Allo stesso tempo, è stata respinta in quanto “inammissibile” l’istanza presentata dal secondo classificato, la ditta Lucci.

Comincia così dopo due anni di ritardi, il restyling dell’Anfiteatro Flavio. Tempi d’inizio previsti tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, per concludere, almeno il primo lotto, entro tre anni.

Soddisfazione è stata espressa sia dal sindaco Alemanno sia dalla Soprintendenza ai beni archeologici di Roma, oltre che ovviamente dal ricorrente. “E’ andata come doveva – ha commentato Andrea Gherardi, titolare dell’omonima società. Abbiamo vinto su tutta la linea, sia il ricorso contro l’esclusione della soprintendenza sia contro il ricorso della ditta Lucci. Adesso – continua – dobbiamo aspettare che il ministero ci consegni i lavori, poi possiamo iniziare il restauro. Dobbiamo firmare il contratto dopo di che ci saranno la consegna delle aree e la procedura per il progetto esecutivo. Se tutto va bene tra due mesi iniziamo a montare i ponteggi”.

Il sindaco Alemanno ha dichiarato: “Evviva! I cantieri del restauro del Colosseo possono aprire. Rivolgo un appello a tutti, ai giudici, perché non ci siano altri impedimenti per l’apertura dei cantieri. E’ tempo di partire”. Infine un sospiro di sollievo anche dalla soprintendente per i Beni archeologici di Roma, Mariarosaria Barbera, che ha commentato: “Con sollievo vedo ripartire il conto alla rovescia per l’inizio dei lavori di restauro del Colosseo. La decisione del Tar Lazio ha il pregio di fare chiarezza, elemento indispensabile per assicurare un futuro al monumento più rappresentativo della civiltà romana e del nostro paese”. La soprintendenza intende arrivare al più presto possibile all’inizio del cantiere e, con tutta probabilità, non ricorrerà al Consiglio di Stato, sebbene sia convinta di aver rigorosamente applicato le norme di legge.

Intanto è imminente il bando di gara per l’avvio del secondo appalto per il centro servizi nella piazza del monumento sul terrapieno sul lato di via Celio Vibenna, per un importo da 4,6 milioni di euro. In corso l’elaborazione del progetto da appaltare per il terzo restauro sugli ambienti interni del Colosseo, dagli ipogei agli ambulacri dei vari livelli.

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