12:16 | Tor di Valle, Cgil: “il trotto deve rimanere a Roma”

“La repentina decisione di chiudere l’ippodromo di Tor Di Valle, potrebbe provocare la sparizione del trotto dalla Capitale. In attesa però che si concretizzi la possibilità di far traslocare il trotto all’ippodromo di Capannelle o presso un nuovo impianto da costruire nella capitale, è necessario attivarsi al fine di evitare che le corse del trotto trasmigrino definitivamente dalla nostra Regione”. Così, in una nota, Fabrizio Micarelli, Carlo Bruno, Giuseppe Sperandio e Massimiliano Montesi di Slc Cgil di Roma e del Lazio.

“Riteniamo quindi incomprensibile – continuano – la decisione presa da parte dell’ex ASSI Gestione Temporanea, di destinare a ippodromi al di fuori del territorio laziale le giornate di corse destinate precedentemente a Tor di Valle. E’ necessario attivarsi per trovare una soluzione temporanea, in attesa del trasferimento a Capannelle o al nuovo impianto, privilegiando le possibilità e le disponibilità che realtà già presenti nelle province laziali offrono, a partire dall’unico ippodromo di trotto esistente nella regione Lazio, quello del Garigliano in provincia di Latina che ha già manifestato interesse a un suo coinvolgimento ancorché temporaneo. Consideriamo che l’uso di questo ippodromo potrebbe favorire l’assunzione di nuovo personale e maggiore occupazione del personale già dedicato”.

“Tale progetto inoltre – aggiungono i sindacalisti – darebbe risposte concrete anche al problema della cura dei cavalli oggi sfrattati da Tor di Valle. Circa 400 animali, infatti, troverebbero collocazione nei numerosi centri di allenamento del basso Lazio anziché migrare anch’essi verso altre regioni offrendo, così, nuove possibilità di impiego anche a tutto l’indotto strettamente connesso all’ allenamento e al mantenimento dei cavalli ed evitando agli operatori ippici laziali di esser costretti a sostenere nuovi e ingenti costi di trasporto che potrebbero provocare il definitivo collasso del settore già pesantemente provato”.

“Non escludendo soluzioni diverse, purché ancorate all’obiettivo di garantire il mantenimento delle corse al trotto nella capitale, l’opzione di Garigliano – concludono – è l’ipotesi che a oggi appare la più concreta e percorribile e come tale merita di essere attentamente valutata e verificata nell’interesse del trotto regionale e nazionale, dei lavoratori e degli operatori del settore”.

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