Eugenio Patanè – Pd – Regione

Patane_EugenioAmbiente, “i miei 12 impegni per il primo anno in Consiglio regionale”

“Il benessere dei cittadini è il primo e più nobile obiettivo della politica, e non è una diretta conseguenza né del reddito pro capite, né dell’aumento del Pil, né dell’aumento dei consumi. La qualità della vita dipende sempre più dalla riconversione ecologica del nostro modello di sviluppo. Per questo, se gli elettori mi accorderanno la loro fiducia, ho intenzione di lavorare nei miei primi 12 mesi in Consiglio regionale su 12 impegni per l’ambiente”.

Lo afferma Eugenio Patanè, presidente del Pd Roma e candidato al Consiglio regionale del Lazio nella lista del Pd, che ieri ha presentato il suo programma elettorale per l’Ambiente. Nell’occasione è stato presentato anche l’appello che un gruppo di 31 autorevoli rappresentanti del mondo ambientalista, da Luigi Manconi a Ermete Realacci, da Edo Ronchi a Roberto Della Seta, hanno sottoscritto a sostegno della candidatura di Patanè.

A seguire, in sintesi, i 12 punti del “calendario”:

1- Convocazione  degli stati generali della Green economy del Lazio per aprire un dialogo tra forze economiche, istituzionali e sociali ed elaborare una strategia regionale di sviluppo e promozione della green economy.
2- Acquisti verdi della pubblica amministrazione, perché  gli appalti pubblici prevedano motivazioni “ambientali” di selezione dei prodotti e dei servizi messi a bando, con i principi di economicità e le considerazioni sociali e ambientali che siano sullo stesso piano tra i criteri di scelta.
3- Trasformazione della Valle del Sacco, una “bomba ecologica”, in un “distretto green” dove coniugare riqualificazione ambientale, reindustrializzazione e ricerca, continuando il monitoraggio sanitario e avviando campagne di informazione e prevenzione sanitaria per gli abitanti.
4- Chiusura dell’aeroporto di Ciampino al traffico civile, per la tutela della salute dei cittadini esposti a un inquinamento acustico superiore ai limiti. Un risultato che si potrà ottenere rendendo più efficiente lo scalo di Fiumicino, senza ulteriore consumo del territorio o speculazioni.
5- Garantire l’accesso dei cittadini ai dati ambientali e la partecipazione alle decisioni pubbliche che riguardano l’ambiente.
6- Stop al consumo di suolo, revisione del Piano Casa e approvazione del regolamento attuativo per la bioedilizia: migliorare le prestazioni energetiche degli edifici esistenti produce crescita economica, nuovi posti di lavoro e risparmio in bolletta.
7- Approvazione di una Roadmap per la mobilità sostenibile, che parta da un’indagine sulla popolazione per avere una conoscenza reale della domanda di trasporto. La programmazione mirerà al contenimento dell’ inquinamento, alla valorizzazione dei trasporti collettivi, alle piste ciclabili. Imprescindibile la “cura del ferro”, con – dove necessario – aumento delle corse, miglioramento della qualità dei treni, realizzazione di nuove stazioni e parcheggi di scambio.
8- Distretti industriali del riciclo: per trattare i rifiuti nella maniera più efficiente con il massimo recupero di materiali ed energia. Realizzazione di un bando per l’individuazione di almeno tre aree in cui realizzare i distretti e le infrastrutture, prevedendo un cofinanziamento per i Comuni che metteranno a disposizione le aree.
9- Approvare la legge di riforma sulla tutela della biodiversità e le aree protette, semplificando il modello di gestione, razionalizzando i costi e stanziando fondi adeguati al mantenimento del sistema e valorizzando il ruolo dell’Agenzia regionale per i parchi.
10- Un unico Ato regionale per la gestione dei servizi idrici e dei rifiuti, a cui partecipano obbligatoriamente i Comuni e le Province, con personalità giuridica, che subentri ai vecchi Ato.
11- Promozione della filiera corta in agricoltura e delle produzioni biologiche, locali e tipiche, spostando il business dalle industrie ai gruppi di agricoltori. Un primo intervento sarà quello di inserire elevate percentuali di prodotti biologici e locali nelle mense scolastiche e ospedaliere.
12- Approvazione entro 6 mesi di un Piano Energetico Regionale, imperniato sui principi della generazione distribuita, della filiera corta e dell’uso razionale delle principali risorse della Regione, dalla geotermia a bassa entalpia alle biomasse, dal solare al microeolico. Redazione dei Piani Energetici dell’Area Metropolitana e di tutti i Comuni superiori ai 15.000 abitanti, entro 12 mesi, secondo i principi della Smart Grid City. Realizzazione di un sistema centrale, su scala Regionale, di verifica, controllo e monitoraggio di tutte le azioni che concorrono al raggiungimento degli obiettivi europei di riduzione della CO2. Nuova e forte incentivazione, in particolare a sostegno dell’industria e delle PMI, per la riduzione dei consumi energetici, la produzione di energia rinnovabile, l’efficientamento dei processi produttivi.

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