Rifiuti, il Tar blocca il trasferimento

malagrotta-sliderStop al decreto del ministro Clini che individuava 4 impianti in Regione per smaltire la spazzatura di Roma

 

ROMA – Il Tar del Lazio blocca il decreto Clini per la gestione dei rifiuti a Roma. Accogliendo la richiesta presentata da Comune di Albano, Provincia di Frosinone e Saf (società che gestisce il Tmb di Colfelice), la sezione II bis del tribunale, presieduta dal giudice Eduardo Pugliese, ha emesso un’ordinanza di sospensiva del decreto emanato dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che impone il trattamento di una parte dei rifiuti della capitale negli impianti delle altre province del Lazio. Il Tar ha fissato al 6 giugno 2013 la decisione sul merito dei ricorsi.

Con l’accoglimento del ricorso contro il decreto Clini sui rifiuti di Roma, il Tar del Lazio ha sospeso anche l’efficacia dei provvedimenti, emessi in base al decreto stesso, adottati dal commissario per il superamento della situazione di grave criticità nella gestione dei rifiuti nel territorio della Provincia di Roma, prefetto Goffredo Sottile. Il quale aveva individuato 4 impianti di trattamento meccanico biologico, nel territorio regionale, in cui conferire i rifiuti della capitale: ora i camion con la spazzatura di Roma non potranno più scaricare, quindi, nei Tmb del Lazio individuati.

Il decreto Clini per la gestione dei rifiuti a Roma, e i provvedimenti emessi dal commissario Goffredo Sottile ad esso collegati, “risultano essere stati adottati sul presupposto di una ritenuta grave criticità circa l’intero ciclo di gestione di rifiuti nella Capitale, ma non sembrano contemplare quella vera e propria situazione di emergenza ambientale che e’ stata invece invocata” al fine “di giustificare la loro adozione”. E’ quanto scrive il Tar del Lazio in una delle ordinanze con cui ha sospeso l’efficacia del decreto Clini e degli atti del prefetto Sottile.

Secondo i giudici manca anche una “parallela previsione di misure volte a consentire il superamento della predetta risalente situazione di inefficienza entro il previsto termine di 120 giorni, palesandosi, anche sotto tale profilo, la perplessità e la contradditorietà dell’operato dell’amministrazione”.

“La decisione dei giudici amministrativi del Tar che sospende il decreto ministeriale con il quale si imponeva il trattamento dei rifiuti a Colfelice, rappresenta motivo di grande preoccupazione per l’Amministrazione capitolina”. Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il Ministro Clini – aggiunge Alemanno – ha già spiegato le ragioni tecniche che hanno motivato l’emanazione del decreto; per parte nostra, la Giunta ha recentemente deliberato che i rifiuti di Roma, Ciampino e Città del Vaticano, dopo il trattamento negli impianti laziali, siano smaltiti nel comprensorio di Roma Capitale e non nei territori dove sono collocati tali impianti”.

“Gli sforzi per aumentare la raccolta differenziata – prosegue il sindaco di Roma – che l’Amministrazione ha messo in campo per raggiungere l’obiettivo di legge e l’impegno dei cittadini per differenziare i rifiuti, rischiano di essere vanificati dalla decisione del Tar che non tiene evidentemente conto della complessità della situazione e della mancanza di alternative alle soluzioni individuate dal Patto per Roma e dal successivo decreto ministeriale”.

Soddisfazione per l’ordinanza è stata invece espressa nelle aree destinatarie dei rifiuti, dove nei giorni scorsi si erano registrate proteste e rivolte, come a Colfelice, in Ciociaria. Oltre al sito gestito dalla Saf  a Colgelice, gli impianti che secondo il piano avrebbero dovuto ricevere i rifiuti di Roma – evitando così l’emergenza conferimento nella capitale – erano quelli di Albano laziale (Roma), Viterbo e Castelforte (Latina).

Potrebbero interessarti anche