Daniele Ognibene – Pd – Regione Lazio

Ognibene_DanieleIl candidato spiega la sua posizione nei confronti del vitalizio: “Se sarò eletto rinuncerò a questo privilegio”

Cari amiche, cari amici basta parole, diamo spazio ai fatti. Io rinuncio al vitalizio. Lo farò pubblicamente con tanto di dichiarazione scritta e con impegno solenne davanti ai cittadini. Se sarò eletto e non rispetterò quanto detto tutti saranno autorizzati a chiedere le mie dimissioni che ovviamente darò.

Ho 31 anni e non amo il populismo. So benissimo che la rabbia verso la politica e le istituzioni porta ad una democrazia ancora più debole e incapace di affrontare i problemi anche rispetto a quella, sia pure tanto difettosa, che abbiamo oggi.
La Democrazia non è scontata e si alimenta ogni giorno con piccole cose a cui noi tutti siamo chiamati a contribuire. Possiamo affrontare ristrettezze e sacrifici, come stiamo facendo, ma è giusto pretendere un segnale chiaro da chi ha ruoli di responsabilità.

Trovo giusto dire no al vitalizio, perché chi fa politica deve saper ascoltare ciò che chiede la gente. E’ indecente pretendere sacrifici e al tempo stesso assistere a spettacoli pietosi come l’aumento dei finanziamenti ai gruppi consiliari passati da 1 a 14 milioni. La Regione spende ogni anno 16 milioni di euro per pagare rendite a vita a 220 tra ex presidenti, assessori e consiglieri mentre la sanità è in rosso, i trasporti pubblici sono quasi al collasso e nelle scuole mancano i fondi necessari per comprare i detersivi.

Ho deciso di rinunciare al vitalizio, non solo per ridurre concretamente i costi della politica,  ma anche perché non trovo  giusto avere una pensione sicura a differenza dei tanti ragazzi che hanno la mia stessa età.

Voglio chiarire un dubbio: credo nella nobiltà della Politica come dimensione della vita. L’ho fatta da sempre e ne sono orgoglioso perché per me significa civismo, desiderio di voler stare e costruire per e con gli altri. Non so se affermare questo significhi essere alla moda, ma il mio è costume antico, scontato per i più fino a qualche decennio fa, quando ancora eravamo una nazione che cresceva sia pure con le sue difficoltà in ricchezza, modernità e civismo.

A chi trova giusto dimenticare il passato, abbandonarsi alla rabbia o  dire semplicemente che tutti sono uguali ricordo una parola scelta e coltivata dal nostro popolo prima di smarrire la speranza di costruire un futuro migliore: democrazia. Le belle parole però per quanto solenni e roboanti  sono vuote  senza scelte semplici, concrete, vicine alla gente e ai loro problemi ed è per questo che io oggi scelgo di rinunciare la vitalizio.

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