Enti di ricerca, la classifica sulla trasparenza

TrasparenzaPochi promossi, tanti bocciati. Sotto la sufficienza l’Asi e l’Ingv. Retrocede il Cnr. Penultimo l’Iss

 

ROMA – Sono passati otto mesi e qualcosa, poco, è cambiato. Era infatti il 5 giugno 2012, quando il governo rendeva pubblici i risultati della ‘Bussola della trasparenza dei siti web’, ovvero l’attuazione delle linee guida dei siti online nelle pubbliche amministrazioni. Il quadro che ne uscì era a dir poco desolante.

Secondo infatti l’analisi dei siti web su 18 enti pubblici di ricerca presi in esame solo due (Cnr ed Enea) erano riusciti a soddisfare i requisiti minimi. Nessun ente preso in esame dal ministero della Funzione Pubblica forniva ai cittadini informazioni via web tali da potersi considerare sufficienti.

Stando all’ultimo monitoraggio del Governo, che risale al 31 gennaio scorso, si nota che alcuni enti medio tempore sono corsi ai ripari, migliorando notevolmente il loro livello di trasparenza, mentre altri a tutto stanno pensando meno che rendersi trasparenti.

Così tra le amministrazioni che hanno reagito alla passata bocciatura, vi è l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) che, correndo quasi come Usain Bolt, è passato da 9 a 42/42, raggiungendo il massimo della trasparenza e collocandosi al vertice della graduatoria, davanti all’Istat che, partendo da un misero punteggio di 2/42, ha fatto registrare lo stratosferico risultato di 40/42, scalzando al secondo posto l’Enea, salito a 34/42.

In quarta posizione si colloca l’Ispra con 31/42, seguito dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), già maglia nera con 0/42 nella precedente classifica, ma che ora registra un significativo progresso, attestandosi a 29/42. In forte risalita anche l’Isfol, che da 5/42 consegue il punteggio di 25/42.

Al di sotto della sufficienza si collocano: l’Agenzia spaziale italiana, con 13/42; l’Ingv, che pur raddoppiando, ottiene solo 13/42. Anche l’Inaf raddoppia, raggiungendo, comunque uno scarso 6/42. Lieve passo in avanti, quasi impercettibile, dell’Invalsi che passa da 3 a 4/42; in ascesa, si fa per dire, l’Inea, che da 1 raggiunge 2/42 e il Cra, che da 0 va a 2.

Stazionario l’Istituto superiore di sanità, sempre a 2/42, mentre clamoroso è il passo indietro del Cnr, che dimezza il punteggio: da 12 a 6/42. Fanalini di coda, infine, l’Istituto italiano di studi germanici e la Stazione zoologica “Anton Dohrn”, entrambi saldamente ancorati alla precedente performance. Con un solo punto su 42.

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