Crui, sei proposte per salvare università

UniversitaUn appello ai candidati premier. Defiscalizzare tasse, borse di studio e finanziamenti a ricerca

 

La Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) rivolge un appello ai candidati premier e chiede da subito un impegno pubblico per salvare le università italiane, “luogo di formazione delle giovani generazioni e motore dello sviluppo del paese”.
“Se vi fosse una Maastricht delle Università -scrivono i Rettori- noi saremmo ormai fuori dall’ Europa. C’è bisogno di una scossa che metta istruzione e ricerca tra le prime priorità dell’agenda-Paese del futuro Governo”.

La Crui propone “sei misure urgenti per affrontare le emergenze più gravi, con l’impegno poi a verificarne puntualmente l’attuazione”. Innanzitutto defiscalizzare tasse e contributi universitari per aiutare le famiglie a non dover abbandonare l’Università a causa della crisi economica; assicurare la copertura totale delle borse di studio erogate da Regioni e Atenei per garantire la formazione e la mobilità studentesca; abbattere l’Irap sulle borse post-lauream e defiscalizzare gli investimenti delle imprese in ricerca per favorire la competizione nei settori ad alta intensità tecnologica”.

E poi ancora: finanziare posti di ricercatore da destinare ad almeno il 10% dei dottori di ricerca e togliere i vincoli al turnover per impedire l’espulsione dei giovani migliori dal Paese e il progressivo invecchiamento della docenza; restituire l’autonomia responsabile all’università rimuovendo gli attuali appesantimenti normativi per valorizzare le scelte di qualità e le vocazioni dei differenti atenei; incrementare i fondi per l’università all’1% del Pil, ristabilendo in particolare il finanziamento statale ai livelli del 2009 e innalzando la premialità fino al 50% per ridare slancio agli atenei, promuovere le eccellenze nei processi di valutazione, favorire la competitività a livello internazionale.

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