Sergio Marchi – La Destra – Regione

Marchi_SergioAgricoltura. Sportello Europa e legge regionale sul Credito Agrario le priorità

 

“Sportello Europa” e legge regionale sul “Credito Agrario”. Queste alcune priorità per l’agricoltura della Regione Lazio e della città di Roma, il comune agricolo più grande d’Europa, di Sergio Marchi, candidato de La Destra alla Regione Lazio.

“Meno burocrazia, facilitare l’accesso al credito delle aziende agricole, sostegno alla loro internazionalizzazione per renderle più competitive saranno i biglietti da visita del modello agroalimentare della Regione Lazio – spiega Marchi -. Per questo motivo sarà istituita un’apposita direzione regionale con funzione di “Sportello Europa” a sostegno dei diversi settori produttivi e in stretto contatto con l’ufficio regionale di Bruxelles e verrà approvata una nuova legge regionale sul “Credito Agricolo”, valorizzando i consorzi fidi Agricoli e favorendo l’accesso al credito agrario e fondiario delle imprese agricole laziali”.

“Le aziende agricole sono aziende come le altre – sottolinea Marchi-. Per troppo tempo sono state marginalizzate. La difesa dell’ambiente e del territorio deve andare di pari passo con una vera politica agricola, altrimenti le imprese muoiono”.

“Per far crescere ed essere più competitiva – aggiunge Marchi – l’azienda agricola la Regione Lazio favorirà anche la creazione di reti di imprese, cioè gruppi di imprese che, in base a contratti di rete, coopereranno su mercato comuni, secondo un modello già collaudato in altri settori industriali. Reti orizzontali tra imprenditori dello stesso settore, reti verticali tra clienti e fornitori e reti intersettoriali tra imprenditori, istituzioni, università, aziende turistiche, imprese del commercio e del’artigianato”.

L’agricoltura non può continuare ad essere sussiadata da soggetti esterni – conclude Marchi-, ma deve divenire un settore economico forte. Dobbiamo rendere più efficiente la filiera così che le aziende agricole abbiamo una giusta remunerazione quando commercializzano i loro prodotti. Oggi, purtroppo, solo il 16-18% del prezzo finale di un prodotto ortofrutticolo finisce nelle mani del produttore. Occorre un salto di qualità nella programmazione, perché nei prossimi sette anni lo sviluppo rurale diventerà una partita fondamentale; infatti, avremo a disposizione oltre 20 miliardi di euro, a fronte di circa 27 miliardi di aiuti diretti. Possiamo lavorarci molto e bisogna farlo bene”.

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