Stop alle nomine negli enti regionali

Zingaretti_slider_terZingaretti, Storace e Bongiorno all’attacco su Sviluppo Lazio, Unionfidi e Cotral. “Saccheggio di risorse pubbliche”

ROMA – Il coro è pressochè unanime: da destra e da sinistra si urla: “Fermate la Polverini, basta con le nomine negli enti a cinque giorni dalle elezioni”. E invece la presidente, sorda a qualsiasi richiamo e infischiandosene del limite dell’ordinaria amministrazione, va avanti come un treno ad arraffare posti e prebende per i suoi fedelissimi, sfidando, oltre che l’etica, anche il codice amministrativo.

Per Zingaretti, se andasse in porto questa “valanga di nomine” ci troveremmo davanti a “un ennesimo e vergognoso saccheggio delle risorse pubbliche e dei soldi dei cittadini”. Gli fa eco sull’altra sponda politica Storace: “Sono d’accordo con Zingaretti, è opportuno astenersi da qualunque nomina questa settimana”. Anche la candidata montiana Bongiorno fa sentire la sua voce: “È surreale che, a pochi giorni dalle elezioni regionali, si acceleri impudentemente il processo di nomine per Sviluppo Lazio. Ed è altresì paradossale denunciare queste condotte, come se nessuno avesse un minimo di senso del pudore. Le nuove nomine non spettano certo a una giunta ormai dimissionaria da mesi”.

Oggi si riunisce il consiglio di amministrazione di Sviluppo Lazio, una delle leve più importanti per la politica economica e industriale della Regione. Giancarlo Cremonesi, presidente della Camera di commercio e vicepresidente di Sviluppo Lazio, ha convocato per stamane, per la terza volta in cinque giorni, il Cda della società regionale. E’ lui il reggente, pur senza deleghe, dopo le dimissioni di Massimiliano Maselli, che la lasciato la presidenza per candidarsi alla Regione con la lista civica Bongiorno-Monti. Ammesso tuttavia, e non concesso, che oggi ci fosse il numero legale dei consiglieri, non ci sono i tempi tecnici per procedere alla nomina del presidente. Tant’è che lo stesso Cremonesi ha escluso questa ipotesi, garantendo che non ci saranno nomine a Sviluppo Lazio prima delle elezioni.

Per la presidenza di Unionfidi invece (87,5% Sviluppo Lazio, 12,5% Camera di commercio) le cose stanno diversamente. La società di garanzia per l’accesso al credito delle imprese è senza presidente da un mese, da quando Fabio Forte, nominato un anno fa in quota Udc, si è dimesso per candidarsi anche lui alle Regionali. Il Cda di Sviluppo Lazio, infatti, ha all’ordine del giorno il conferimento delle deleghe lasciate dal presidente uscente Maselli e poi l’indicazione della persona delegata a partecipare all’assemblea di Unionfidi con l’indicazioni del nome del nuovo presidente.

E in pole position per la presidenza indovinate chi c’è: Giuliano Di Luca, consigliere di amministrazione di Sviluppo Lazio e capo della segreteria di Cetica, cioè dell’assessore regionale al bilancio competente per la nomina. Ma il fuoco di sbarramento, nemico ma anche amico, potrebbe far saltare tutti i piani.

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