09:47 | Arrestati due imprenditori per bancarotta da 3 milioni di euro

I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno notificato ai fratelli Simone e Marco Fazi, due imprenditori capitolini, amministratori di fatto della società di trasporti “H.T.S. dei fratelli Fazi Carlo & C. s.n.c.”, un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Roma Flavia Costantini, con l’accusa di bancarotta documentale e patrimoniale.

Le indagini del Nucleo Polizia Tributaria di Roma, coordinate dalla locale Procura della Repubblica (Procuratore Aggiunto Nello Rossi e Sostituto Procuratore Giancarlo Cirielli), sono state avviate a seguito del fallimento, dichiarato dal Tribunale di Roma il 29 marzo 2012, della “H.T.S. dei fratelli Fazi Carlo & C. s.n.c”, operante nel settore dell’ autotrasporto per conto proprio e per conto terzi.

Gli accertamenti hanno consentito alle Fiamme Gialle di far emergere le gravi responsabilità dei due fratelli imprenditori, i quali hanno proseguito l’attività del padre Carlo (attualmente detenuto in carcere per altri motivi), con l’utilizzo strumentale di un prestanome, cui erano stati demandati solo compiti di ordinaria amministrazione.

I due fratelli hanno determinato il dissesto della società, attraverso la distrazione di tutto il patrimonio, costituito da oltre trenta automezzi pesanti (tir, rimorchi e furgoni), per un totale di circa tre milioni di euro.

Per impedire la ricostruzione del patrimonio e del giro d’affari della società, procurandosi un ingiusto profitto ai danni dei creditori, non avrebbero consegnato al curatore fallimentare le scritture contabili obbligatorie della società, parte della quale è stata comunque ritrovata e sequestrata dai finanzieri nel corso delle perquisizioni domiciliari.

Nel corso delle numerose perquisizioni eseguite, sono stati recuperati anche sei dei trenta automezzi distratti dalla fallita, rinvenuti presso un’altra impresa operante nel medesimo settore commerciale, la “M.D.S. GROUP S.r.l. Unipersonale” (amministrata sempre da Fazi Simone e dalla sorella).

Le indagini vedono coinvolte altre tre persone, allo stato indagati a piede libero.

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