Il Tar boccia Alemanno per le quote rose

Giunta_Alemanno_sliderSecondo il tribunale le giunte capitoline sarebbero illegittime. Il Comune condannato a pagare le spese

 

ROMA – Il Tar del Lazio boccia le giunte capitoline che si sono succedute fino al 5 febbraio, accogliendo il ricorso sulle quote rosa presentato dalle consigliere comunali del centrosinistra e formulato dall’avvocato Gianluigi Pellegrino. Per quattro anni, fino al 5 febbraio scorso, data dell’ultimo rimpasto, secondo i giudici amministrativi infatti non è stata “assicurata una presenza equilibrata di uomini e donne all’interno della giunta”.

“La Capitale d’Italia ha avuto per quattro anni una giunta illegittima – commenta l’avvocato Pellegrino – in violazione di elementari principi di matrice costituzionale e comunitaria che come stabilito dal giudice amministrativo non sono poste a tutela solo delle donne ma della stessa esigenza di avere un adeguato organo di governo per una grande città che rappresenti la sensibilità della cittadinanza composta come noto da donne e uomini. E’ molto triste che siano stati necessari nostri ripetuti ricorsi per giungere a questo risulta di elementare civiltà”.

“Il Tar aveva già accolto un primo ricorso presentato dall’avvocato Pellegrino contro la prima giunta Alemanno – ricorda il legale – originariamente composta con la presenza di una sola donna. Nonostante quel giudicato il sindaco di Roma però aveva centellinato la presenza femminile aggiungendo dapprima una sola altra donna e pure quest’atto era stato impugnato dall’avvocato Pellegrino con ricorso che era stato accolto in sede cautelare dal giudice amministrativo con decisione confermata dal consiglio di Stato”.

“Dopo questo secondo pronunciamento il sindaco si era ancora una volta limitato ad aggiungere una sola altra donna (su 12 assessori) – prosegue Pellegrino – Anche questa composizione era stata impugnata ed il ricorso era stato fissato per lo scorso 6 febbraio 2013. Il giorno prima finalmente Alemanno ha operato l’ultimo rimpasto portando finalmente la presenza femminile a cinque donne”.

In udienza l’avvocato Pellegrino ha però “insistito per l’accertamento del carattere illegittimo della composizione della giunta sino all’ultimo rimpasto chiedendo la condanna alle spese del Comune”. Ed è quanto il Tar ha disposto accertando che “a fronte dell’evidente squilibrio numerico nella rappresentanze dei generi essendo la componente femminile della giunta pari dapprima a due e poi a tre assessori su un totale di dodici, le motivazioni poste a fondamento delle scelte compiute dal Sindaco non consentono di ritenere che attraverso tali scelte fosse effettivamente assicurata una presenza equilibrata di uomini e donne all’intero della giunta”.

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