Le prossime mosse di Bersani per il governo

Bersani_sliderNell’attesa conferenza stampa caute aperture a Grillo. Nessuna alleanza con Berlusconi

 

ROMA – Dopo una giornata di ansia e di congetture, finalmente il segretario della coalizione vincente alla Camera e al Senato si è confessato in pubblico. E lo ha fatto ammettendo da un lato “che chi non riesce a garantire governabilità non può dire di aver vinto”, ma non accettando le critiche (che gli piovono da tutte le parti) alla sua campagna elettorale: “Ho sentito tonnellate di senno di poi, ma non me la sono sentita di coltivare degli inganni e raccontare favole”.

Ma naturalmente il punto più atteso della conferenza è stato quello relativo alle future, possibili alleanze del Pd. I convitati di pietra erano due, Grillo e Berlusconi. Sul primo Bersani ha detto che “il Movimento 5 Stelle fin qui ha detto ‘tutti a casa’. Adesso ci sono anche loro e o vanno a casa anche loro o dicono cosa vogliono fare per il loro Paese”. E l’apertura nei confronti di M5S si è allargata ulteriormente parlando di presidenze delle Camere. “Su questioni istituzionali – ha detto Bersani – siamo favorevoli a corresponsabilità, tra l’altro il M5S è il primo partito alla Camera, allora secondo i grandi modelli democratici ciascuno si prende le sue responsabilità”.

Nei confronti di Berlusconi invece la chiusura a “qualsiasi discorso a tavolino sulle alleanze” è stato netto. L’Italia «ha problemi serissimi e non credo che tolleri balletti di diplomazia politica. In Parlamento ci confronteremo ma non penso che fare adesso questi accorgimenti politici corrisponda alla domanda di cambiamento, quindi assolutamente no, la strada deve essere opposta, un’altra – ha detto il segretario del Pd rispetto ad un’ipotesi di ‘governissimo’ con il Pdl – Ribaltiamo lo schema, si discute cosa fare per il paese che ha problemi serissimi e non credo tolleri questi balletti di diplomazia politica, quindi si riposassero”..

Sul significato anti europeista del voto, l’interpretazione di Bersani è che “l’Italia fuori dall’euro sarebbe un disastro. Questa è matematica. Se invece si dice che la piattaforma europeista deve chiedere una rivistazione delle politiche economiche europee dentro una fedeltà all’unione, allora é diverso”.

Infine, riguardo alle voci che circolavano circa le possibili dimissioni dalla segretarie del partito, Pier Luigi Bersani ha escluso qualsiasi abbandono: “Ho sempre detto che la ruota deve girare, e quest’anno c’é il congresso. Io sulla nave posso starci da capitano o da mozzo ma non l’abbandono di certo”.

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