Voto spaventa mercati, borse a picco

crisi-piazzaaffari-SLIDERPiazza Affari brucia il 4,04% con i titoli bancari in caduta libera. Spread a 340 punti

 

ROMA – Il rischio di ingovernabilità in Italia affonda le Borse europee e riporta in alto le tensioni sullo spread. A poco meno di un’ora dalla chiusura della seduta, Piazza Affari brucia il 4,04%, con i titoli bancari, i più esposti al mercato dei titoli di Stato, in caduta libera, al punto da obbligare la Consob a vietare le vendite allo scoperto su Intesa Sanpaolo e Banca Carige nelle sedute di oggi e domani.

Appena meglio il resto d’Europa, nonostante il ministro delle Finanze, Pierre Moscovici, abbia tentato di rassicurare gli investitori sottolineando che l’Italia “è una preoccupazione ma non un fattore di rischio per l’Eurozona”. Madrid cede il 2,67%, Parigi il 2%, Francoforte l’1,8%, Londra l’1,25%.

Sul mercato dei titoli di Stato il differenziale di rendimento tra i Btp e i Bund decennali tedeschi è salito di oltre 50 punti rispetto a ieri, portandosi attorno a quota 340 punti con un picco a 348. Il mercato ha comunque assicurato una buona copertura all’asta dei Bot, i cui rendimenti sono però saliti al massimo da ottobre scorso. In totale, il ministero dell’Economia ha collocato titoli semestrali per 8,75 miliardi di euro a un tasso dell’1,237%, in rialzo di 51 punti base rispetto all’asta di gennaio. La domanda, pari a 12,595 miliardi di euro, è risultata pari a 1,44 volte l’offerta. Domani sarà il turno delle aste a medio-lungo termine.

E per fare il punto della situazione il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha convocato attorno allo stesso tavolo il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, e quello per gli Affari europei, Enzo Moavero. Tra gli operatori di mercato il timore principale è legato all’incertezza del quadro politico con il rischio che il Paese abbandoni la strada del risanamento. E diffusa e’ la richiesta che si arrivi a un Governo di larghe intese: il ritorno al voto è la prospettiva meno gradita.

La commissione Ue ha espresso “piena fiducia” nella capacità dei partiti italiani di “trovare una maggioranza politica per portare avanti l’agenda economica e la riduzione del debito”. “L’Italia”, ha aggiunto il portavoce Olivier Bailly, “resta un grande paese fondatore dell’Unione europea”. Da Berlino, il ministro dell’Economia tedesco, Philipp Roesler, ha sottolineato che “non c’è alternativa alle riforme strutturali già in corso, che includono il consolidamento del bilancio e immaginato un risultato migliore per i partiti riformisti”. Mentre il responsabile delle Finanze spagnolo, Luis De Guindos, ha auspicato la formazione di “un governo stabile”, sottolineando che “ciò che è buono per l’Italia lo è per la Spagna”.

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