Alitalia, in attesa del cavaliere bianco

Colaninno_Roberto_sliderDopo le dimissioni di Ragnetti tutti i poteri ad interim a Colaninno. Alla ricerca di un nuovo ad e di un compratore

 

ROMA – C’è stata quasi l’unanimità tra i soci di Alitalia per indurre Andrea Ragnetti a lasciare dopo appena un anno la carica di amministratore delegato della compagnia. Il presunto “mago” del marketing (famoso per il lancio di prodotti sex quando era alla Philips), era stato scelto da Colaninno per risollevare i ricavi di Alitalia, dopo la riduzione dei costi ottenuta dal suo predecessore Rocco Sabelli. Ma il “mago” non solo era riuscito inviso alla maggioranza dei soci, ma il modesto aumento delle entrate nel 2012 (+3,3%) si era rivelato una goccia nel mare delle perdite consolidate, schizzate l’anno scorso a 280 milioni di euro, quattro volte più di quelle registrate nell’esercizio precedente (69 milioni).

Alla luce di questi risultati, la chicca finale era stata la richiesta di liquidazione da parte di Ragnetti: 4 milioni di euro per nemmeno 12 mesi di lavoro 333 milioni al mese, oltre naturalmente al sontuoso stipendio. Fortunatamente l’indignazione dei soci ha fatto sì che la buonuscita pare sia stata ridotta ad un quarto.

Il problema ora è la ricerca di un nuovo comandante che guidi l’azienda, se non risanata almeno resa presentabile, nel cruciale passaggio di proprietà che l’attende. Nel frattempo tutti i poteri sono stati conferiti provvisoriamente al presidente Colaninno che “coadiuvato dai due vice presidenti Elio Catania e Salvatore Mancuso, curerà il processo di ricerca del nuovo amministratore delegato”. I cacciatori di teste sfilano in queste ore a via Marchetti.

Ma non è solo la mancanza dell’amministratore delegato a ritardare la ricerca di nuovi soci. Scarseggiano infatti i liquidi per pagare gli stipendi e il carburante degli aerei. La compagnia ha reso noto che sono entrati in cassa 95 milioni di euro, rispetto ai 150 preventivati, del prestito convertibile-convertendo sottoscritti solo da una parte dei soci. Avevano votato a favore gli azionisti maggiori, tra cui Air France-Klm (25% del capitale), Emilio Riva, primo degli italiani col 10,6%, Intesa Sanpaolo, Atlantia dei Benetton, l’Immsi dello stesso Colaninno. Contro invece più del 25% dei soci.

In attesa dunque di sciogliere i nodi di fondo, il presidente si dedica alla riorganizzazione del gruppo attraverso la costituzione di due vice direzioni generali. La prima “Corporate”, guidata da Paolo Amato, comprende l’amministrazione, finanza e controllo”, gli acquisti e i servizi e la productivity management system”.

L’altra vice direzione “Business”, affidata a Giancarlo Schisano, incorpora le operazioni, le direzioni “Chief Commercial Officer, i sistemi informativi e la security.

Potrebbero interessarti anche