Archiviate le regionali, si pensa al Campidoglio

Campidoglio_sliderIl Pd pensa alle primarie. Le incognite di Alemanno e la sua lista civica. Il peso decisivo del terzo incomodo M5S

 

ROMA – Archiviate le regionali del Lazio che hanno incoronato Nicola Zingaretti presidente, restituendo al centrosinistra l’Ente governato per tre anni dal centrodestra di Renata Polverini, a Roma si pensa alle comunali che si svolgeranno il 26 e 27 maggio.

E’ stato lo stesso Zingaretti – che prima di correre per la Regione, era il candidato del Pd per il Campidoglio – a ricordare ieri sera davanti alla platea dei suoi sostenitori al Tempio di Adriano che sarà lui per primo a dare l’esempio dimostrando che ”il centrosinistra governa meglio del centrodestra” perché è possibile ”dimostrare che c’è la buona politica che intercetta la voglia di cambiare e che governa bene. E questo aiuterà molto a voltare pagina al Comune di Roma”.

Del resto è da quando nel 2008 il centrodestra con Gianni Alemanno si aggiudicò le preferenze dei romani conquistando la poltrona ambita quanto un Ministero, che il centrosinistra romano pensa a riconquistare il Campidoglio e le ‘grandi manovre’ son cominciate da mesi con l’idea di correre alle primarie.

Tanti i candidati per il Pd che hanno manifestato l’intenzione di mettersi alla prova, da Paolo Gentiloni a David Sassoli, da Umberto Marroni a Patrizia Prestipino ad Alessandro Bianchi, ma inevitabile alla luce dei risultati elettorali di queste ore, fare il punto su come, a Roma, il voto per le regionali si è declinato.

Il primo partito a Roma letto attraverso la lente del voto a Zingaretti, è il Pd con il 31,10%, mentre al secondo posto la new entry è quella del Movimento Cinque Stelle che con il 20,63% supera il Pdl che si attesta al 19,07%. Percentuali che in queste ore stanno facendo riflettere i partiti perché il terzo ‘incomodo’ rischia di avere un peso decisivo nelle comunali.

Il margine percentuale che stacca i Cinquestelle dal Pd è di oltre 10 punti ma, stando a quanto si apprende dal Pd romano, la situazione non va sottovalutata, le preoccupazioni ci sono e nei prossimi giorni si farà il punto sulla strategia da mettere in atto e sull’opportunità di procedere con le primarie o puntare direttamente – come avvenuto per la Regione – su un candidato forte che interpreti tutte le anime del centrosinistra.

Se sul fronte del centrosinistra ci si interroga, il voto di ieri non lascia centro tranquillo il centrodestra. Sulla città di Roma infatti il Pdl ha perso su tutta la linea con un arretramento di circa il 20%. Proprio per questo già ieri c’è stato un ‘faccia a faccia’ tra Francesco Storace e Gianni Alemanno c’è stato in via Paisiello, nella sede del Comitato del leader de La Destra dove, stando a quanto si è appreso, si è discusso per circa un’ora delle prossime elezioni nella Capitale. Per ora l’unico dato certo, a meno di clamorose novità, è la ricandidatura di Gianni Alemanno, confermata ufficialmente anche da Silvio Berlusconi poche settimane fa in Campidoglio.

Il sindaco è intervenuto proprio ieri dichiarando che: “Chi rischia di non andare al secondo turno è proprio la sinistra. C’è di mezzo la mia credibilità. Metteremo in campo una forte lista civica, che prenderà il 10%”.

Certo è, come sottolineato ieri dal coordinatore del Pdl Lazio, Vincenzo Piso, il risultato del Movimento Cinque Stelle va preso sul serio e va considerato in relazione alle elezioni a Roma. Intanto è sui social che la campagna elettorale per il Campidoglio si sta già animando con molti che si domandano: Chi sarà il nuovo sindaco di Roma grillino?

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