Ict, un italiano alla guida dell’europeo Eficst

Information_TechnologyDomenico Laforenza a capo dell’European information&communication technologies

 

ROMA – Domenico Laforenza, presidente dell’Area di ricerca di Pisa, direttore dell’Istituto di informatica e telematica del Cnr e del Registro.it, ha ora ricevuto l’incarico di presidente dell’European forum for information and communication sciences and technologies (Eficst).

L’Eficst è nato a Milano e raggruppa le sette maggiori organizzazioni e società leader in Europa nel campo dell’Information communication technology (Ict).

L’obiettivo dell’ente è stabilire un sempre più forte coordinamento tra le principali società scientifiche del comparto in Europa, al fine di sviluppare una strategia comune da proporre ai maggiori decision maker. L’Ict è un asset strategico della Comunità europea al pari delle infrastrutture logistiche di collegamento. Testimonianza ne è che, solo nel 2012, sono stati stanziati 1,5 miliardi di euro suddivisi in 12 bandi. Un settore nodale per il Pil europeo e le strategie di ricerca e sviluppo.

Secondo uno studio commissionato dalla At&t alla Oxford Economics infatti, se l’Europa raggiungesse i livelli di investimento in Ict degli Usa potrebbe aumentare il suo prodotto interno lordo di 760 miliardi di euro entro il 2020 e ottenere un 5 per cento in più del Pil rispetto alle previsioni. Diventa perciò indispensabile che le politiche e le strategie comunitarie siano coordinate.

Laforenza è il primo italiano a ricoprire questo ruolo, succedendo all’olandese Jan van Leeuwen dell’Università di Utrecht. “La nuova carica, del tutto inaspettata, onora me e il Cnr”, ha dichiarato Laforenza. “L’impegno che mi aspetta non è banale, dato l’ampio raggio di ambiti a carattere europeo in cui l’Eficst opera. Per questo, spero vivamente di poter contare sulle preziose competenze reperibili all’interno dell’ente”, ha aggiunto.

L’Italia e la Spagna sono purtroppo fanalini di coda nella classifica dei paesi dell’Unione che investono in Ict. Un italiano alla presidenza di un forum europeo, quindi, non può che essere uno stimolo per il nostro Paese.

“Il nostro compito è proprio quello di proporre linee di sviluppo e investimenti verso chi poi dovrà e potrà attuare concretamente politiche di forte rilancio dell’Ict”, ha concluso il direttore dell’Iit. “Fino al 1991 infatti, Europa e Stati Uniti investivano nel settore una quota paritaria rispetto al Pil”, ha aggiunto.

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