Le banche nel rapporto dei servizi segreti

servizi_segreti_sliderAntologia dei pericoli che incombono. Attacco di gruppi stranieri al nostro patrimonio industriale e tecnologico


ROMA – La si potrebbe definire l’antologia del terrorismo. È stata infatti presentata al Parlamento la Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza nell’anno 2012 da parte del Dis, il Dipartimento di coordinamento delle due Agenzie degli 007 per l’interno e per l’estero e di contatto con l’autorità di governo. Vi si passano in rassegna tutte le insidie nascoste nel nostro tessuto sociale, tutti i rischi derivanti dalla crisi economica, i gruppi eversivi, il livello della minaccia presente e futura, i gruppi “combattenti” schierati sul campo.

L’analisi è puntuale, oseremmo dire notarile, anche se in ultima analisi non rivela nulla più di quanto già non si sapesse (o non si temesse). Sicuramente non è in un documento pubblico che si possono raccontare le azioni di contrasto del terrorismo, o le strategie dei nostri servizi per prevenire o reprimere gli attacchi di vecchi e nuovi antagonisti. Tuttavia non appare campato in aria il commento di chi dice che “il rischio per i nostri soldati di subire attentati in Afghanistan, il rischio che durante le manifestazioni i black block distruggano i negozi, il rischio che i contestatori della Tav danneggino i cantieri, il rischio che la crisi economica scateni violenze e sia causa di atti inconsulti, sono tutte cose che leggiamo quotidianamente sui giornali e vediamo in tv”.

L’analisi del Dis comunque segnala i pericoli che incombono sulla nostra società. Si va dagli effetti devastanti indotti dalla crisi economica alla descrizione fenomenologica dei movimenti antagonisti, dai “cybercrimes” alla opacità di determinate operazioni bancarie, dalle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto produttivo alla esposizione delle nostre truppe all’estero ad una molteplicità di pericoli e di attentati.

Sul piano dei rischi economici e industriali, la Relazione del Dipartimento guidato da Giampiero Massolo si sofferma sulla crisi economica che rafforza progressivamente l’azione di gruppi stranieri che puntano a acquisire “patrimoni industriali, tecnologici e scientifici nazionali, nonché marchi storici del made in Italy”. Gli 007 puntano l’attenzione su alcune manovre di acquisizione soprattutto di piccole e medie imprese effettuate da gruppi stranieri che, se “da una parte fanno registrare vantaggi immediati attraverso l’iniezione di capitali freschi, dall’altra sono apportatrici nel medio periodo di criticità per il rischio di sostituzione, con operatori di riferimento, delle aziende italiane attive nell’indotto industriale interessato dall’investimento diretto, ovvero proprietarie di tecnologie di nicchia, impiegate nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza nazionali, come pure nella gestione di infrastrutture critiche del Paese”.

Con un linguaggio più criptico, ma non meno inquietante, i servizi segreti si soffermano poi  su alcune banche italiane dove emergono profili di rischio “per le opacità dei capitali apportati, per l’ingresso di nuovi soci dal profilo ambiguo e per la distorta gestione del credito da parte di esponenti aziendali sleali”. Desta anche preoccupazione la nascita in Italia delle prime filiali di banche asiatiche che, “rivolte oggi principalmente ai propri connazionali residenti in Italia, possono costituire la premessa all’ampliamento della concorrenza allogena nel nostro Paese, con rischi di erosione di importanti quote di mercato per gli operatori nazionali”.

Sotto il profilo soggettivo, risultano particolarmente attive “le frange anarco-insurrezionaliste, principali protagoniste delle azioni radicali in Val di Susa, determinate ad alimentare la protesta contro la Tav superandone i limiti localistici per diffondere il conflitto nei territori”, esteso anche ad altri interventi infrastrutturali nel Paese. Il rapporto dei servizi insomma conferma che la minaccia anarco-insurrezionalista rimane «estesa e multiforme», in grado di tradursi in una «gamma di interventi» che può comprendere anche “attentati spettacolari”.

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