Fotografo dei vip ucciso con un colpo di pistola

ponte_testaccioDaniele Lo Presti è stato trovato morto sotto Ponte Testaccio mentre faceva jogging. Si indaga per omicidio

 

ROMA – E’ stato ucciso con un colpo di pistola alla testa il fotografo, Daniele Lo Presti, rinvenuto cadavere ieri a Roma su una pista ciclabile nei pressi di Ponte Testaccio.

In un primo momento era stato ipotizzato un decesso a causa di un malore mentre faceva jogging. Il medico legale ha invece accertato che Lo Presti, noto fotografo conosciuto nella capitale, è stato raggiunto da un colpo di pistola al cranio. Il foro all’altezza della fronte, con il proiettile ancora dentro, è stato scoperto solo la scorsa notte durante una tac eseguita all’istituto di medicina legale della Sapienza, dopo che in un primo momento si era pensato a un malore. Le indagini sono state affidate agli agenti della squadra mobile di Roma.

Secondo quanto si è appreso, il fotografo stava facendo jogging insieme ad alcuni amici nella zona di Testaccio. Chi correva con lui lo avrebbe distaccato per poi accorgersi successivamente che era caduto. Inizialmente, si era ipotizzato ad un malore, o che Lo Presti fosse precipitato accidentalmente dal parapetto che costeggia il per riprendere fiato o per cercare gli amici. Ma i successivi riscontri medici legali hanno chiarito che Lo Presti è stato colpito da un proiettile alla testa. La polizia ha ascoltato i suoi amici e sul corpo sarà eseguita l’autopsia.

Daniele Lo Presti, romano di 42 anni, era un noto paparazzo e fotografo dei vip nonché un punto di riferimento per molti colleghi. Lo chiamavano «Johnny», imitando il dialetto di Roberto Benigni in «Johnny Stecchino». E’ stato autore di scatti fotografici di personaggi famosi e collaborava con l’agenzia La Presse. Suoi ad esempio gli scatti di Brad Pitt a Malta con un’altra donna prima dell’arrivo di Angelina Jolie, la pop star Rihanna, in vacanza a Capri e Scarlett Johansson in Sicilia alla festa esclusiva di Dolce&Gabbana.

Si stanno indirizzando anche sulla sua vita professionale le indagini degli inquirenti che lavorano per ricostruire chi e perché ha ucciso ieri sera Daniele Lo Presti. Gli investigatori della polizia (Squadra mobile e Commissariato Monteverde) sono in attesa dei risultati dell’autopsia, che tra l’altro dovranno chiarire il calibro della pallottola trovata nella testa di Lo Presti.

Il fotografo dei vip aveva subito un attentato nel 2008 a Vibo Valentia, città dove vive la sua famiglia. In quell’occasione fu minacciato e venne data alle fiamme la sua autovettura. Dietro queste minacce, però, ci sarebbe una storia di gelosia.
Gli investigatori, che si occupano delle indagini, escludono al momento che l’attentato calabrese possa avere dei collegamenti con l’omicidio.

Sull’omicidio Lo Presti “non mi affretterei a dire che e’ una questione di foto: la ferocia di sparare in faccia a uno e’ esagerata per una foto”. Umberto Pizzi, fotoreporter tra i più conosciuti dell’ ambiente -suoi gli scatti anche per Dagospia- non crede alla pista “professionale” per il fotografo dell’agenzia Lapresse. “Mi sembra troppo; e troppo fuori dalle regole. Premesso che non lo conoscevo, credo che la pista da seguire sia un’ altra, non quella della foto che ha fatto arrabbiare qualche criminale”.

Il mestiere comunque “non mi sembra diventato pericoloso, e’ più o meno come nel passato -assicura Pizzi-. In 50 anni di attività anche a me e’ capitato di incrociare l’ ‘incavolato’ di turno ma e’ sempre finita a tarallucci e vino. Questa sarebbe la prima volta che uno di noi finisce ucciso a colpi di pistola. Al massimo noi ci prendiamo spintoni. Qui -conclude- c’ e’ sotto qualcosa che non ha niente a che fare con le fotografie”.

Dello stesso avviso anche un altro ‘king dei paparazzi, Rino Barillari. ”L’omicidio non c’entra con le foto. Non riesco a farmi un’idea, sarà uno sbaglio o una pallottola vagante ma la strana morte di Daniele non e’ legata a motivi professionali ne’ a foto scomode. Anche nell’ambiente non ci aveva mai raccontato di minacce o altri problemi”.

”La questura faccia indagini e non lasci il caso insoluto”, e’ l’appello di Barillari, che spiega: ” Per me Daniele e’ stato uno dei fotografi di punta della scena europea, ha fatto scoop fantastici con grande professionalità. La sua tecnica era non farsi riconoscere, inseguiva, si appostava e poi scattava le foto che hanno fatto il giro del mondo. Un ragazzo sorridente, il primo a scherzare. Lo conoscevo da venti anni….”.

”I ‘paparazzi’ hanno i loro segreti del mestiere -conclude il fotografo della ‘Dolce Vita- ma il vero paparazzo, come Daniele, non fa ricatti ma da’ importanza al personaggio che vuole ‘ catturare’ con il suo obiettivo. Il personaggio e’ un ‘parente’ un po’ strano del fotografo, dice sempre di no ma poi ci aiuta e capisce che va bene anche per lui se ne parlano”.

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