Assalto a portavalori, muore ex brigatista Frau

Assalto_portavaloriTentata rapina ad un portavalori in pieno centro finisce nel sangue. Ferita una guardia giurata

 

ROMA – Questa mattina, poco prima delle 13, una tentata rapina, ad opera di una banda composta da tre rapinatori, è avvenuta in via Carlo Alberto, a pochi passi da piazza Vittorio e nei pressi della stazione Termini. I tre rapinatori sono arrivati in scooter in via Carlo Alberto e, travestiti da postini, hanno atteso il furgone, appostandosi nel portone davanti alla banca. Appena il portavalori ha raggiunto la Banca Popolare di Sondrio di via Carlo Alberto è partito l’assalto dei rapinatori.

Una sparatoria a una distanza ravvicinata è a quel punto esplosa tra i banditi e le guardie giurate, della società Fidelitas, che hanno reagito aprendo il fuoco. Nel corso del conflitto una guardia giurata, Domenico Antonino Di Silvo, è stato gravemente ferito ma non è in pericolo di vita. Il vigilante, è stato trasportato dal 118 all’ospedale San Giovanni, dove è stato ricoverato in codice rosso con ferite a una gamba e a un braccio. Le sue condizioni sono serie ma non rischia la vita.

Sempre nel corso dell’assalto uno dei tre rapinatori è rimasto ucciso. Si tratta di Giorgio Frau, ex brigatista rosso. Cinquantasei anni, romano, da ragazzo vicino a Lotta Continua, Frau era noto alle forze dell’ordine per i suoi diversi precedenti. Il 21 luglio del 2004 era stato condannato dal tribunale di Roma a 4 anni e 8 mesi di reclusione per detenzione abusiva di armi. Ex militante dell’Unione dei Comunisti Combattenti e in precedenza, fino all’84, ritenuto un appartenente alle Brigate Rosse, Frau era finito nel mirino della procura di Roma che, indagando sull’omicidio del giuslavorista Massimo D’Antona, assassinato nel maggio del ’99, aveva trovato nel giugno del 2003 armi e munizioni in una cantina di via Pistoia di cui il terrorista aveva la disponibilità. L’arsenale era stato scoperto quando Frau fu arrestato a Perugia assieme ad altri complici che si stavano preparando a rapinare l’ufficio postale di Madonna Alta.

Dopo l’allarme al 112, la centrale operativa dei carabinieri ha diramato le ricerche dei due fuggitivi, istituendo posti di blocco in tutta la zona. I due sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Radiomobile poco dopo nei pressi di Porta Maggiore e sono stati portati presso la caserma di via Inselci.

Uno dei due banditi arrestati è un estremista di destra, già militante del Movimento politico occidentale. Si tratta di Claudio Corradetti, 41 anni, soprannominato ‘Drago’, conosciuto alle forze dell’ordine come ultrà romanista e appartenente all’estrema destra. Corradetti è stato arrestato in passato più volte per rapine ed è noto nell’ambiente dell’estremismo di destra della capitale. L’altro arrestato si chiama Massimo Nicoletti, romano, 34 anni. Entrambi si trovano al momento nella caserma del Reparto operativo dei carabinieri di via In Selci.

I due malviventi avevano pistole a tamburo. Dai primi accertamenti compiuti dagli investigatori, è emerso che le armi hanno esploso alcuni colpi. I due banditi erano giunti nei pressi della banca di via Carlo Alberto con due ciclomotori e al termine della sparatoria sono poi fuggiti a piedi.

In strada tra i passanti si è scatenato il panico. Durante infatti il conflitto a fuoco, alcuni proiettili hanno mandato in frantumi le vetrine dei negozi limitrofi rischiando di colpire anche i passanti. Molte le persone che si trovavano nei paraggi. Alcune di queste al rumore degli spari si sono rifugiate nei negozi e dietro le auto. Tanti anche gli stranieri spaventati, molti di loro diretti alla basilica di Santa Maria Maggiore.

“Abbiamo sentito una decina di colpi -racconta all’Adnkronos Daniela Prezioso titolare della coltelleria che si trova a poche decine di metri dal luogo dell’assalto- e’ avvenuto tutto in pochissimo tempo e solo dopo ci siamo resi conto di quanto successo”.
”Usciti dal negozio abbiamo visto solo un furgone fermo davanti alla Banca popolare di Sondrio, ma, una volta attraversata la strada, a terra c’era il corpo di un uomo. Solo ora ci rendiamo conto del pericolo che abbiamo corso. In questo quartiere non si era mai vista una cosa simile in pieno giorno”, conclude.

La squadra scientifica dei carabinieri è al lavoro in via Carlo Alberto 6. Il tratto di strada dove si trova la filiale della Banca Popolare di Sondrio e’ stata transennata da entrambi i lati e in questo momento gli investigatori stanno cercando di raccogliere gli indizi attorno al cadavere, circondato da alcuni carabinieri che lo nascondono tenendo un lenzuolo bianco. Ad osservare la scena ci sono persone su ambo i lati della strada. Tra i residenti e commercianti prevale l’incredulità per quanto accaduto.

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