The game is over, La7 va a Cairo

Urbano_Cairo_sliderFuori dalla porta restano il fondo Clessidra, alleato all’ultimo istante con Della Valle, e l’editore Veneziani

 

ROMA – In tarda mattinata si è riunito il consiglio di amministrazione di Telecom Italia Media che è durato circa tre ore. “Il clima della riunione è stato sereno”, si è limitata ad affermare Irene Bignardi, membro del board. Invece il giornalista della stessa emittente Gad Lerner ha dato l’annuncio su Twitter: “È fatta, Telecom cede La7 a Urbano Cairo”.

L’intesa prevede ”il riconoscimento a Telecom Italia Media di un corrispettivo pari a 1 milione di euro”, si legge in una nota diffusa al termine del cda di Ti Media che spiega come prima del trasferimento della partecipazione, La7 sarà ricapitalizzata per un importo tale per cui la Società avrà, a quella data, una posizione finanziaria netta positiva non inferiore a 88 milioni di euro. Tale ricapitalizzazione, precisa la nota, contribuirà altresì a raggiungere il livello di patrimonio netto concordato, pari a 138 milioni di euro. Nell’ambito dell’operazione, ”Telecom Italia si è impegnata a rinunciare al momento dell’intervenuta sottoscrizione del contratto di cessione a crediti finanziari vantati nei confronti di Telecom Italia Media per un importo complessivo pari a 100 milioni di euro”.

Nell’accordo anche l’impegno del gruppo Cairo ”a non cedere La 7 per un periodo di 24 mesi”.

Si chiude comunque una delle più controverse operazioni di acquisition degli ultimi tempi. Il turbinio di voci, di proposte vere o presunte, di pretendenti immaginari, è durato fino a poche ore prima del consiglio di amministrazione. Ancora venerdì scorso TI Media era stata costretta dalla Consob a diffondere una nota per confermare il negoziato in corso e il percorso definito con Cairo Communication, e spegnere così la ridda di voci sulla presenza di nuovi potenziali acquirenti.

All’ultimo istante infatti era spuntato il nome dell’editore Guido Veneziani, presidente dell’omonimo gruppo che conta periodici popolari come Vero e Stop e il canale Vero Tv, che aveva presentato un’offerta per l’intero pacchetto di TI Media, cioè emittenti e frequenze. Inoltre, scaduto il termine iniziale per la presentazione delle offerte, era tornato in gioco anche il fondo Clessidra di Claudio Sposito, con il nuovo alleato Diego Della Valle. Il fondo ha depositato una nuova offerta migliorativa rispetto a quella da 350 milioni di euro per La7 e i mux, scartata in precedenza dal Cda di Telecom Italia perché giudicata troppo bassa.

A sua volta il patron della Tod’s si era fatto avanti all’ultimo momento con una manifestazione di interesse che non era stata presa in considerazione e non gli era stato concesso il tempo richiesto per studiare il dossier ed effettuare una due diligence per arrivare ad un’offerta formale.

I giochi dunque si sono chiusi, mentre gli uffici legali del venditore e del compratore continuano il confronto per arrivare alla sottoscrizione del contratto. A quanto è dato sapere, restano sul tavolo alcuni nodi di non poco conto. Pare tra l’altro che sia ancora da definire l’importo e la modalità della penale che Cairo reclama nel caso in cui l’Agcom non confermasse il tasto 7 a La7. Così come, al contrario, si discute della penalità che Cairo dovrebbe pagare per l’eventuale mancato rispetto dell’obbligo di non cedere l’emittente per un periodo di 18 mesi.

“La7? Ho preso una bella patata bollente”. Con quest’unica battuta, Urbano Cairo ha confermato la definitiva acquisizione dell’emittente.

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