Vodafone annuncia 700 esuberi

Vodafone_sliderÈ l’effetto della crisi del settore. Attesi risparmi per 80 milioni l’anno. Da lunedì lavoratori in mobilità

 

 

ROMA – Dopo Telecom Italia, che ha già stimato 2.750 esuberi nel biennio 2013-14, anche Vodafone Italia si prepara a un taglio drastico dei posti di lavoro. Ieri infatti l’azienda ha annunciato 700 esuberi strutturali con l’obiettivo di risparmiare 80 milioni di euro nei prossimo 18-24 mesi.

È il piano industriale presentato ai sindacati dalla divisione italiana del colosso inglese della telefonia mobile che da lunedì aprirà le procedure di mobilità. “Il piano – sottolinea Vodafone Italia – evidenzia che gli effetti negativi della crisi macroeconomica, la forte pressione competitiva e il drastico calo dei prezzi, nonché gli interventi regolatori, stanno progressivamente influenzando in modo molto critico l’andamento del settore delle telecomunicazioni”. Anche Vodafone insomma “ha risentito degli effetti combinati di questi fenomeni registrando negli ultimi due anni una rilevante erosione del fatturato e dei margini”.

Basti pensare che nel terzo trimestre (terminato il 31 dicembre) i ricavi da servizi sono scesi del 9,3%, che diventa un allarmante -13,8% se si calcola anche l’effetto del taglio della tariffazione mobile deciso a novembre del 2011 dall’Autorità con un percorso di decalage in tre tappe, fino al primo luglio prossimo.

L’operatore spiega che “risulta necessaria un’azione di trasformazione ed efficienza che passa attraverso la ridefinizione complessiva del costo del lavoro e una riduzione del perimetro aziendale pari a 700 esuberi, nelle funzioni di staff e supporto, e non a diretto contatto con il cliente”.

L’azienda evidenzia che “la difficile congiuntura rende urgente una maggiore focalizzazione organizzativa e di business per garantire la continuità degli investimenti sul servizio al cliente e sulla qualità e lo sviluppo delle reti di nuova generazione, e per assicurare il rilancio sostenibile dell’impresa e della sua competitività sul mercato nei prossimi anni”. Da qui, secondo l’azienda, discende la necessità della “riduzione del perimetro aziendale”.

Vodafone precisa, infine, che “è stato avviato un percorso di condivisione con il sindacato che auspichiamo, come accaduto in passato, prosegua in maniera costruttiva nell’impegno reciproco di trovare soluzioni sostenibili per le persone e per l’impresa”.

“L’azienda ha comunque intenzione di continuare a investire nella rete e servizi 900 milioni di euro”, riferisce Salvo Ugliarolo, segretario nazionale Uilcom Uil – Come Uilcom siamo pronti a ragionare, ma dobbiamo ricercare soluzioni non traumatiche, cercando di salvaguardare l’occupazione del personale che è giovane e non può in alcun modo essere espulsa dal mondo del lavoro”. Secondo Ugliarolo “bisogna garantire il perimetro, siamo contrari ad eventuali esternalizzazioni”.

Altro tema che i sindacati hanno messo sul piatto è quello dei call center. “L’azienda – ricorda Ugliarolo – fa parecchio ricorso a call center nei paesi dell’est. Chiederemo di riportare il lavoro in Italia anche alla luce di quanto stabilito nel rinnovo del contratto delle Tlc”.

Per Vito Vitale, segretario generale Fistel Cisl, “é inaccettabile un accordo che preveda licenziamenti dei lavoratori, sono accettabili solo uscite volontarie. Se l’azienda procederà unilateralmente siamo pronti a scioperare”.

“Un’azienda come Vodafone, che ha ancora un’alta marginalità, non può pensare di agire con i licenziamenti per rilanciare l’azienda”, afferma Vitale, che chiede di “aprire un confronto serio con il sindacato per ricercare soluzioni condivise per agire sulla riduzione dei costi, su una organizzazione del lavoro più efficiente, sulla rivisitazione degli accordi aziendali”.

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