La stampa censurata alla Regione Lazio

regione-lazio-sliderL’associazione stampa romana denuncia le violazione nell’organizzazione del lavoro dell’ufficio stampa

 

ROMA – L’Associazione stampa romana ha denunciato le gravi violazioni di legge poste in essere dal Consiglio regionale del Lazio nell’organizzazione del lavoro dell’ufficio stampa istituzionale. Nell’esposto si denuncia la presenza di personale non autorizzato, di chiara matrice politica, e la censura preventiva di comunicati e news del sito internet da parte del nuovo segretario generale vicario, Costantino Vespasiano.

Le nuove disposizioni, senza precedenti nella struttura di supporto dell’assemblea legislativa della Regione Lazio, rappresentano una seria minaccia al diritto-dovere dei giornalisti di informare e al diritto dei cittadini di essere correttamente informati. Ma la censura preventiva appena introdotta è solo l’ultima di una serie di azioni volte a mortificare le professionalità dei giornalisti in servizio nell’ufficio stampa istituzionale del Consiglio regionale del Lazio.

La legge 150/2000 che disciplina le attività d’informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni stabilisce infatti che “gli uffici stampa sono costituiti da personale iscritto all’albo nazionale dei giornalisti” e che “l’ufficio stampa è diretto da un coordinatore, che assume la qualifica di capo ufficio stampa”, per assicurare “il massimo grado di trasparenza, chiarezza e tempestività delle comunicazioni da fornire nelle materie di interesse dell’amministrazione”.

Invece, nel Consiglio regionale del Lazio da tre anni non c’è un coordinatore giornalista e, nonostante le numerose richieste da parte dell’Associazione stampa romana, l’Amministrazione non ha ritenuto in questi anni di indire un concorso pubblico per la selezione di un nuovo capo ufficio stampa, mentre nello stesso periodo in altri settori venivano nominati numerosi dirigenti a tempo determinato, con modalità ritenute discutibili anche dalla Ragioneria generale dello Stato.

Per sopperire a una palese carenza in organico, adesso si vogliono sotto ordinare gli addetti stampa a un funzionario non giornalista – che peraltro è anche un politico locale, circostanza quest’ultima in grado di minare ulteriormente l’immagine d’imparzialità e di equilibrio conquistata dall’ufficio stampa del Consiglio in anni di lavoro svolto con rigore e impegno. E sempre in palese violazione della citata legge 150/2000, nella legislatura appena conclusa si è perfino tentato di sotto ordinare surrettiziamente gli addetti stampa alla portavoce del presidente Mario Abbruzzese.

L’Asr stigmatizza l’atteggiamento di totale chiusura da parte dell’Amministrazione del Consiglio regionale del Lazio di fronte alla legittima rivendicazione dell’applicazione del contratto di lavoro giornalistico agli addetti stampa. Questi Gli addetti dell’Ufficio stampa sono inquadrati ben al di sotto di quanto spetterebbe loro, come sostengono da anni la Federazione nazionale della Stampa e Asr e come ha riconosciuto anche il Tribunale del lavoro di Roma, nella sentenza della causa pilota promossa dal sindacato romano, recentemente conclusasi con la vittoria di un giornalista dell’ufficio stampa.

L’Asr, inoltre, esprime forte preoccupazione per la sorte dei posti di lavoro giornalistico a tempo determinato che si profila dall’applicazione della recente delibera dell’Ufficio di presidenza che riduce drasticamente il personale di diretta collaborazione dei gruppi consiliari, compresa quella dell’addetto stampa.

Alla luce di quanto sopra esposto, all’inizio della nuova legislatura regionale, l’Associazione ha chiesto al neo presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, un incontro finalizzato ad affrontare le numerose questioni aperte e per intervenire al più presto per il ripristino della legalità nell’ufficio stampa del Consiglio regionale del Lazio.

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