Grillo: “Se il M5S vota la fiducia, mi ritiro”

Grillo_Beppe_sliderBocciata l’idea di un referendum tra i grillini. Oggi la riunione degli eletti del Pd. Alfano insiste sul voto anticipato, mentre Berlusconi resta in ospedale

ROMA – “I partiti cercano di addossare al M5S la responsabilità dello sfascio del Paese dopo aver inciuciato per vent’anni e sorretto insieme il governo di Rigor Mortis alla luce del sole. In campagna elettorale il nostro slogan e’ stato ‘Mandiamoli tutti a casa!’ e per questo il M5S e’ stato votato da più di 8 milioni di italiani. Nel ‘Non Statuto’ e negli impegni sottoscritti dai neo parlamentari del M5S sono esclusi in modo categorico accordi con i partiti”. Così Beppe Grillo, scrivendo sul suo blog, chiude la giornata di discussione dei parlamentari del suo movimento che sono tornati a riunirsi a Roma.

Il leader del M5S, non presente alla riunione, non lascia spazio a mediazioni: ”Per quanto mi riguarda, non ci sarà alcun referendum interno per chiedere l’appoggio al pdmenoelle o a un governo pseudo tecnico. Se in futuro fossi smentito da un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del M5S a chi ha distrutto l’Italia, allora, pacatamente, serenamente, mi ritirerò dalla politica”.

Anche Vito Crimi, capogruppo al Senato, s’incarica di smentire le voci che nel pomeriggio di ieri si erano diffuse sulla possibilità di indire un referendum nel M5S riguardo al sostegno o meno a un governo guidato da Pier Luigi Bersani, segretario del Pd.

Sembra perciò bocciato l’appello dal titolo ”Facciamolo!” firmato da Roberto Benigni, don Luigi Ciotti, Oscar Farinetti, don Andrea Gallo, Lorenzo Jovanotti, Carlo Petrini, Roberto Saviano, Salvatore Settis, Michele Serra e Barbara Spinelli. ”Mai, dal dopoguerra a oggi – si legge nel testo – il Parlamento italiano e’ stato così profondamente rinnovato dal voto popolare. Per la prima volta i giovani e le donne sono parte cospicua delle due Camere. Per la prima volta ci sono i numeri per dare corpo a un cambiamento sempre invocato, mai realizzato. Sarebbe grave e triste che questa occasione venisse tradita, soprattutto in presenza di una crisi economica e sociale gravissima”.

Crimi precisa: ”Al presidente Napolitano chiederemo un governo del M5S. Non abbiamo deciso ancora il nome del nostro candidato premier perché l’importante e’ lavorare sui 20 punti del nostro programma. Se Napolitano dovesse accogliere la nostra proposta, noi saremo pronti a comunicare il nome”.

Era stato Ivan Catalano, eletto parlamentare in Lombardia, a far balenare l’ ipotesi di una discussione non ancora conclusa: ”Un governo va fatto, sennò non va avanti il Paese. Qualcuno prenderà la decisione di farlo e lo si farà. C’è tempo per discutere. E’ inutile fare pressioni, aumentare la tensione non serve a nulla”. E sull’idea di un referendum interno si era detto possibilista: ”Su questa cosa il movimento e’ in fermento da giorni. Si può fare tutto, non ci sono vincoli”.

Un referendum interno si farà solo per decidere chi proporre al Quirinale. Lo conferma Crimi: ”Per scegliere il nostro candidato alla presidenza della Repubblica proporremo on-line una rosa di candidati sulla quale faremo una consultazione”.
Il capogruppo del M5S al Senato, per dovere di trasparenza, annuncia di aver avuto contatti con il partito di Bersani: ”Mi ha contattato ieri un esponente di rilievo del Pd per anticiparmi che lunedì terranno la riunione congiunta dei gruppi da cui proporranno i loro nomi per le presidenze e nei successivi giorni incontreranno i gruppi per comunicarlo e confrontarsi”.

Oggi infatti, alle 14,30, presso il teatro Capranica a pochi passi da Montecitorio, s’incontreranno gli eletti del Pd. Sarà il segretario Bersani ad aprire la riunione che dovrebbe concludersi con la decisione di affidare ad alcuni esponenti del partito il compito di incontrare gli altri gruppi parlamentari per consultarli rispetto alle prossime scadenze istituzionali (l’elezione dei presidenti delle Camere, la formazione delle commissioni) e al tentativo di formare il nuovo esecutivo.

Intanto una nota della segreteria replica a Matteo Renzi su quanto ha detto sabato sera a ”Che tempo che fa” su Raitre: ”Chi ha seguito i lavori della direzione nazionale del Pd sa bene che il tema del finanziamento ai partiti e’ ben compreso negli otto punti approvati all’unanimità. Siamo intenzionati e pronti a rivedere il finanziamento ai partiti, dentro a norme che riguardino anche essenziali garanzie di trasparenza e di democrazia nella loro vita interna”. Renzi si e’ candidato a nuove primarie, se la situazione politica dovesse precipitare verso elezioni anticipate.

Intanto Angelino Alfano, segretario del Pdl, parla di nuove elezioni per spezzare quello che viene definito dal suo partito ‘l’accanimento giudiziario contro Silvio Berlusconi’. ”Tra lo sfascio del Paese e voto anticipato, noi scegliamo il voto”.

Questa mattina l’ex premier non sarà in Tribunale a Milano per la nuova udienza del processo Ruby. Resta ricoverato all’ospedale San Raffaele per una forte congiuntivite. In una nota Berlusconi ha invitato a revocare la manifestazione che alcuni esponenti del Pdl avevano indetto davanti al tribunale: ”Ho ritenuto, pur ringraziando di cuore tutti i parlamentari per la loro dimostrazione di fiducia e di affetto, di chiedere di soprassedere a tale iniziativa per il rispetto che ho sempre portato alle istituzioni repubblicane. Nonostante tutto, continuo ancora a confidare che la verità sia più forte di ogni pregiudizio e di ogni strumentalizzazione politica anche da parte di chi deve pronunciare una sentenza in nome del popolo italiano in un procedimento che mi vede in base alla realtà dei fatti come incontestabilmente innocente”.

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