09:12 | Arrestati due imprenditori per un crack da 10 mln di euro

I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito nei confronti di Alessandro Mei e Laura Maria Berti, amministratori di fatto della “Abc Industria e Finanza s.P.A.”: un’ordinanza di custodia cautelare, rispettivamente in carcere ed agli arresti domiciliari, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari Simonetta D’Alessandro, con l’accusa di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale. Un crack di circa 10 milioni di euro.

Le indagini del Nucleo Polizia Tributaria di Roma, coordinate dalla locale Procura della Repubblica (Procuratore Aggiunto Nello Rossi e Sostituto Procuratore Giorgio Orano), hanno preso le mosse dopo il fallimento, dichiarato dal Tribunale di Roma il 29 marzo 2012, della società con sede in Roma, prima in via Parioli e poi in via Aurelia, operante nel settore del leasing finanziario.

Dagli accertamenti delle Fiamme Gialle sono emerse gravi responsabilità da parte dei due imprenditori, i quali, attraverso l’utilizzo di un prestanome – cui erano stati demandati solo compiti di ordinaria amministrazione – hanno causato il dissesto della società che, tra l’altro, presenta un’esposizione debitoria nei confronti dell’Erario pari a circa 630.000 euro.

Attraverso operazioni poste in essere nell’ambito di un piano preordinato, avrebbero depauperato il patrimonio aziendale, del valore di circa 10 milioni di euro – costituito da un immobile ubicato a Roma e dalle quote di società partecipate (Clivo degli Ulivi s.r.l., Ginevra Prima Immobiliare s.r.l. e Piagge s.r.l.) – attraverso alienazioni fittizie ed a fronte di corrispettivi irrisori, mai corrisposti.

Mei, peraltro più volte condannato per bancarotta fraudolenta e senza fonti di reddito diverse da quelle derivanti dall’attività d’impresa, avrebbe artatamente iscritto nella contabilità della fallita debiti inesistenti nei suoi confronti, ammontanti a circa due milioni di euro, nonché privato il patrimonio sociale di un’autovettura Porsche Carrera e di un’imbarcazione da diporto di venti metri di lunghezza e 48 tonnellate di stazza, cedute dalla società, senza alcun corrispettivo, alla madre ottantasettenne, residente in Austria.

Nella vicenda è coinvolto un altro soggetto, allo stato indagato a piede libero, che, quale rappresentante legale della stessa “Abc Industria e Finanza”, avrebbe firmato gli atti di disposizione patrimoniale determinando il fallimento della società. I finanzieri, nel corso delle perquisizioni domiciliari, avrebbero recuperato parte delle scritture contabili obbligatorie della società, occultate dai due imprenditori.

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