Rivoluzione Municipi, il nuovo volto della città

Giunta_slider_bisSoppressi quattro Municipi che passano da 19 a 15. Il centro storico viene accorpato con Prati, Parioli a San Lorenzo

 

ROMA – “Il taglio di quattro Municipi consentirà, secondo le prime elaborazioni, un risparmio annuale che giungerà, a pieno regime, fra gettoni di presenza dei Consiglieri e riorganizzazione degli uffici, a una cifra oscillante fra i 15 e i 20 milioni di euro”. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, punta sull’aspetto risparmio e così commenta la rivoluzione che ridisegna il territorio della città e l’assetto dei municipi che passano da 19 a 15. L’Aula Giulio Cesare ha così deciso, con 38 voti favorevoli 4 contrari e 4 astenuti, e la Capitale cambia volto con la soppressione di quattro Municipi che determinano un allargamento del Centro Storico che si unisce al Rione Prati.

Dunque accorpamento, nel futuro Municipio I, degli attuali Municipi I (Centro Storico) e XVII (Prati), unione dei Municipi II e III, VI e VII, IX e X. San Giovanni non sarà diviso dal suo territorio. Proprio sulla sorte e divisione del quartiere di San Giovanni vi era disaccordo e con un emendamento è stata modificata la delibera originaria che lo voleva destinare in parte al Centro Storico (I Municipio) in parte al Tuscolano (X Municipio) e si è scelto di non smembrare il territorio.

Soddisfatto il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marco Pomarici, nel sottolineare che ”il nuovo assetto dei municipi tiene conto delle peculiarità dei territori senza stravolgerli, siamo riusciti a dare un nuovo volto a Roma”.

Riforma_Municipi

In sostanza, il I municipio è stato accorpato col XVII, il II col III, il VI col VII e il IX col X. La denominazione dei municipi viene modificata a scalare, quindi, il I municipio resterà il primo (insieme al XVII), il II e il III saranno denominati insieme II municipio e il III municipio coinciderà col IV. E così via, fino al XV e ultimo municipio che corrisponderà all’attuale XX.

Con la delibera sono stati approvati anche vari emendamenti. Tra questi, un emendamento che consente, per evitare confusioni alle prossime elezioni comunali, di porre vicino al nuovo nome del municipio, il vecchio numero. Un altro emendamento, invece, stabilisce che i nuovi municipi nelle prossime settimane si diano un nome da affiancare al numero, per essere maggiormente riconoscibili. In aula Giulio Cesare, al momento del voto, era presente il sindaco Gianni Alemanno, che ha detto: “Il meccanismo di accorpamento può sembrare uno smembramento e lasciare scontenti, ma credo che proprio questo dimostri che i municipi hanno acquisito un’identità. La proposta approvata è la definizione migliore, che ci consente di semplificare e ridurre i costi”.

Tra i principali cambiamenti quello che riguarda il centro storico che viene accorpato con il XVII municipio cioè Prati. Il II (Parioli) viene accorpato al III, cioè piazza Bologna, parte della Nomentana e San Lorenzo. Accorpati anche il VI (Pigneto) e il VII (Collatino) mentre il IX (San Giovanni) andrà insieme al X ossia Tuscolano. Il centro storico rimarrà I municipio. Parioli e Nomentano insieme diventeranno II, il IV municipio verrà ridenominato III e così via anche gli altri.

“Una cosa significativa e’ la nascita della cosiddetta ‘city’, a sancire il rapporto importante tra i due municipi del centro storico che rappresentano il cuore di Roma”. Così il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, ha salutato una delle principali novità contenute nella nuova mappa dei Municipi: si tratta dell’accorpamento, nel futuro Municipio I, degli attuali municipi I (centro storico) e XVII (Prati). A questi, secondo la proposta di delibera arrivata in aula, doveva unirsi anche la parte più centrale del Municipio XIX (San Giovanni), ma un emendamento ha evitato il suo spacchettamento, accorpandolo integralmente al Municipio X.

“Missione compiuta anche sui Municipi, Roma Capitale ha uno statuto nuovo, moderno ed unico in Italia. Ho assolto fino in fondo il ruolo che i colleghi mi hanno affidato e che ben cinque volte ha ricevuto un consenso larghissimo in Aula Giulio Cesare. Il mio lavoro termina qui. Ritengo aver fatto tutto quello che potevo nel migliore dei modi per il bene e futuro città”. Lo dichiara in una nota Francesco Smedile, consigliere Udc di Roma Capitale e presidente della Commissione Riforme Istituzionali per Roma Capitale.

“Un errore non tener conto, nella nuova divisione dei municipi romani, di alcuni criteri base quali la composizione e l’omogeneità territoriale. Difficile ritenere che quartieri come Parioli e Trieste possano essere ritenuti similari con San Lorenzo. Non aver colto tale omogeneità e aver unito totalmente il territorio del secondo e del terzo municipio rappresenta un errore che poteva essere evitato e che speriamo potrà essere corretto nella prossima consiliatura”. Lo dichiarano i consiglieri Pdl di Roma Capitale Lavinia Mennuni e Federico Guidi.

“La delibera approvata è il frutto avvelenato del servilismo di Alemanno alla Lega al tempo della ‘pajata’. Alla vigilia delle elezioni e con la prossima costituzione dell’area metropolitana era necessario che Alemanno chiedesse al Ministro degli Interni di rinviare la divisione dei municipi alla istituzione dei comuni metropolitani. Con un emendamento a mia firma si è accorpato IX e X evitando lo spezzatino”. Così in una nota il consigliere comunale Pd Athos De Luca.

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