Lo spread affonda la borsa, Madrid a un soffio

Indice_borsa_sliderRoma pericolosa quanto la capitale iberica. Milano peggiore in Europa cede l’1,64%. Male i titoli bancari

 

ROMA – Il rialzo dei rendimenti registrato all’asta di Btp fa salire lo spread a livelli che non si vedevano dallo scorso autunno, mentre si è quasi annullata la differenza tra il premio di rischio pagato dall’Italia e quello spagnolo.

Lo ‘spread tra gli spread’, che prima delle elezioni si aggirava tra i 70 e gli 80 punti, oggi e’ ridotto a 5 o 6 punti e, proseguendo su questa tendenza, appare destinato a scomparire, se non a invertirsi, in tempi molto brevi. Il significato è evidente: l’incertezza politica ha reso, agli occhi degli investitori, Roma pericolosa quanto Madrid, che potrebbe presto cederci nuovamente il poco ambito scettro di osservata speciale d’Europa.

I risultati dell’asta di Btp, la prima successiva al declassamento dell’Italia deciso da Fitch la scorsa settimana, parlano da soli. Il Tesoro ha collocato oggi Btp a 3 e 15 anni per 5,3 miliardi di euro, assistendo a una flessione della domanda e a una crescita dei rendimenti, saliti per i triennali al 2,48%. Tassi in rialzo anche per gli 1,669 miliardi di Ccteu piazzati oggi. Subito dopo l’asta, lo spread Btp/Bund e’ salito a un massimo di giornata di 326 punti, mentre quello Bonos/Bund continua a viaggiare a quota 330. Gli effetti sulla borsa, che già viaggiava in territorio negativo, sono stati piuttosto pesanti. Il balzo del differenziale ha infatti avuto un duro impatto sul comparto bancario, particolarmente esposto al debito sovrano nazionale. A metà seduta Milano cede l’1,64%, un ribasso molto più consistente di quelli segnati dalle altre piazze europee, tutti inferiori al punto percentuale, con Francoforte addirittura intorno alla parità.

Tra i titoli più venduti a Piazza Affari, a parte Enel che cede il 5,62% sulla scia dei dati di bilancio, figurano quindi Banco Popolare (-3,84%), Intesa (-2,46%), Bpm (2,41%), Mediolanum (-2,66%) e Ubi (-5,34%, sempre dopo la pubblicazione dei conti). Tra i pochi in controtendenza spiccano Saipem (+2,49%) e Mediobanca (+1,15%).

E cattive notizie arrivano pure dall’Ocse, che ha diffuso i dati sul Pil dei paesi G20 nel quarto trimestre. Mentre la Cina corre e l’America resiste, emerge dai calcoli dell’organizzazione di Parigi, l’Europa continua ad arretrare con la maglia nera che viene indossata dalla penisola. Se tutti i grandi paesi europei hanno registrato variazioni negative, e’ infatti l’Italia a registrare il peggior dato sia congiunturale (0,9%) che tendenziale (-2,8%).

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