Quirinale, si apre il confronto tra i partiti

Quirinale_sliderCon una nota l’ex premier pone il tema del successore di Napolitano e sembra bocciare i nomi di Prodi, Amato e D’Alema

 

 

ROMA – “Per il Quirinale il centrodestra non ha bisogno di chiedere a nessuno, e tanto meno alla sinistra, ‘candidati in prestito’, perché, dopo tanti Presidenti di un solo colore, ha invece diritto a rivendicare un candidato diverso e di altra estrazione”. Con una nota, mentre e’ ricoverato all’ospedale San Raffaele, Silvio Berlusconi apre a sorpresa il confronto su chi debba sostituire Giorgio Napolitano al Quirinale.

“Il centrosinistra è ormai diviso su tutto – continua il leader del Pdl – e questo non meraviglia più nessuno. Come non meraviglia la vera e propria guerra scatenata intorno al governo e alla presidenza delle Camere con l’obiettivo di sempre: il Quirinale. Ma che qualcuno per combattere questa guerra faccia ricorso al centrodestra per farsene scudo e’ addirittura grottesco” (un riferimento a Massimo D’Alema o a Romano Prodi?). La nota si chiude alzando il tono della polemica: “Quelle di cui parlano oggi i giornali sono solo beghe interne al Pd, inventate per mascherare l’eterna lotta di potere che, oggi come ieri, ha sempre caratterizzato la sinistra”.

Berlusconi rivendica per la propria parte politica la massima carica istituzionale dello Stato e polemizza con alcune ricostruzione giornalistiche che danno in corsa per il Quirinale Romano Prodi e Massimo D’Alema, con allusioni alla previsione che al Pdl convenga votare per il secondo che ha sempre ricercato il dialogo – fin dai tempi della Bicamerale sulle riforme istituzionali – con il centrodestra.

La nota di Berlusconi serve ad aprire il confronto sul Quirinale e a ricordare che sarebbe auspicabile un accordo trasversale tra centrosinistra e centrodestra, nonostante la possibilità che Berlusconi possa subire due nuove condanne nel cosiddetto ”processo Ruby” e nell’appello che riguarda i problemi fiscali di Mediaset. Lo stesso Berlusconi non ha nascosto nei giorni scorsi la preoccupazione che ”la persecuzione giudiziaria” contro di lui avrebbe l’obiettivo di renderlo ineleggibile, in caso di elezioni anticipate. ”Vogliono farmi fare la fine di Bettino Craxi”, ha ripetuto più volte ai suoi collaboratori.

La nota di Berlusconi rivela anche la preoccupazione che il Pdl non venga tenuto in considerazione nelle trattative su governo, presidenze delle Camere e Quirinale. Ieri sera c’è stato un incontro tra le delegazioni di Pd e Pdl in vista dell’insediamento delle Camere previsto per dopodomani. ”Si e’ trattato di un confronto di metodo”, ha spiegato Luigi Zanda che guidava gli ambasciatori del Pd aggiungendo che non si e’ parlato della minaccia del Pdl di non partecipare all’attività parlamentare e del presunto accanimento giudiziario contro Berlusconi. L’incontro e’ durato appena mezz’ora. ”Si e’ parlato di quale approccio di metodo seguire nelle elezioni delle presidenze delle due Camere. Noi non abbiamo alcun mandato a dare un parere o a raggiungere un accordo. Ci troveremo con i vertici del Pdl e svolgeremo una valutazione al riguardo”, hanno dichiarato Lucio Malan e Simone Baldelli che componevano la delegazione del Pdl. Ci tiene a precisare Zanda: ”Abbiamo escluso ogni questione che potesse riguardare nomi, singole cariche e maggioranza per il governo da questi colloqui”.

Tornando al rebus Quirinale, la prima seduta comune del Parlamento per l’elezione del Capo dello Stato e’ fissata il prossimo 15 aprile. Da qui l’accelerazione del confronto con tre nomi di candidati che spiccano tra gli altri: Romano Prodi, Giuliano Amato e Massimo D’Alema, tutti esponenti del centrosinistra. Tra questi, quello più temuto dal centrodestra sarebbe Prodi, l’unico leader che abbia battuto in due prove elettorali Berlusconi. Le indiscrezioni provenienti dal Pdl non escludono invece che se messi con le spalle al muro la soluzione più gradita sarebbe quella di D’Alema, che anche nella recente Direzione del Pd ha sostenuto che in linea di principio che non sarebbe stato sbagliato coinvolgere il centrodestra nella formazione del nuovo governo e citando Antonio Gramsci ha sostenuto che ” la paura dei compromessi e’ l’emanazione di una subalternità culturale”.

La nota di Berlusconi serve ad aprire una trattativa su questa soluzione? Ieri anche Angelino Alfano, segretario del Pdl, ha preso posizione sul tema Quirinale pur non facendo nomi: ”Il vero obiettivo della sinistra non e’ il bene del Paese, ma eleggere un capo dello Stato di sinistra. Il Pdl invece si augura che il prossimo presidente della Repubblica non veda con ostilità, e non venga visto con ostilità, da circa la metà del popolo italiano. Spero che il prossimo capo dello Stato sia una persona stimata e ritenuta da tutti una persona di buonsenso e di equilibrio”.

Se quella di Amato è considerata una candidatura che può spuntare in caso di non accordo, quella di Prodi viene accreditata di chance di successo grazie al prevedibile sostegno da parte del M5S per via di antiche frequentazioni tra l’ex premier e Roberto Casaleggio, lo spin doctor di Beppe Grillo. Ad attestare queste frequentazioni ci sarebbero però solo alcune frasi di Prodi pronunciate nell’incontro dello scorso 28 febbraio con John Kerry, segretario di Stato americano. In quell’occasione Prodi avrebbe dichiarato di ”conoscere abbastanza bene Grillo”.

Potrebbero interessarti anche