Snam, un piano strategico “attraente”

MalacarneInvestimenti per 6,9 miliardi di euro al 2016. La rete di trasporto del gas si allunga di 1.000 km

 

ROMA – Quello che oggi l’amministratore di Snam presenta oggi a Londra agli analisti internazionali è un piano strategico in grande spolvero. Prevede infatti investimenti complessivi per 6,9 miliardi di euro; sviluppo internazionale; incremento medio annuo del capitale investito netto (RAB) di circa il 3,4%; efficienza operativa e miglioramento dei margini; remunerazione di medio/lungo termine attrattiva e sostenibile. L’a.d., Carlo Malacarne, porta dunque con sé un progetto strategico 2013-2016 che il cda della società presieduta da Lorenzo Bini Smaghi ha approvato all’unanimità.

Gli investimenti comprendono il potenziamento delle infrastrutture gas italiane e il contemporaneo sviluppo a livello internazionale, con l’obiettivo di promuovere una sempre maggiore integrazione delle reti europee e di consolidare il ruolo di Snam tra i principali operatori integrati in Europa. La realizzazione di questo forte impegno risponderà a una rigorosa disciplina finanziaria, che consentirà a Snam di preservare una solida struttura patrimoniale e di confermare una politica di dividendi attrattiva e sostenibile, nonostante il difficile contesto macroeconomico.

Per l’Italia in particolare il piano di investimenti in Italia ammonta a 6,2 miliardi di euro, di cui 1,3 miliardi quest’anno.”Il potenziamento delle interconnessioni transfrontaliere renderà possibili i flussi di gas bidirezionali con il centro-nord Europa, in linea con i principi del terzo pacchetto energia europeo ed i conseguenti provvedimenti legislativi italiani, consentendo al Paese di far leva sulla sua posizione geografica strategica e di sviluppare l’hub del gas per il Sud Europa”, ha commentato l’a.d.

Il piano prevede un incremento della lunghezza della rete di trasporto di circa 1.000 km (+3% rispetto agli oltre 32.200 km in esercizio a fine 2012) e un incremento della potenza installata nelle centrali di compressione di circa 150 MW (+17% rispetto agli 864 MW installati a fine 2012). Nello stoccaggio si punta a migliorare la sicurezza e la flessibilità complessiva del sistema, contribuendo a favorirne una maggiore liquidità.

Nella distribuzione, gli obiettivi sono ottimizzare il portafoglio di attività al fine di massimizzare l’efficienza operativa; proseguire nel miglioramento dei livelli di affidabilità e qualità del servizio, elevando il livello tecnologico dell’attività di misura attraverso l’introduzione dei contatori digitali; ampliare la copertura del servizio ai Comuni non ancora serviti, secondo gli impegni derivanti dalla regolazione con gli Enti concedenti.

Sul fronte internazionale, la società intende proseguire la propria strategia di crescita, che a partire dal 2012 si è concretizzata nell’acquisizione paritetica – nell’ambito dell’alleanza strategica con Fluxys – del 31,5% di Interconnector UK, del 51% di Interconnector Zeebrugge Terminal e del 10% di Huberator. Nel febbraio 2013 un ulteriore passo è stato compiuto con l’ingresso del consorzio guidato da Snam (45%) insieme a Edf (20%) e GIC (35%), in trattativa esclusiva per l’acquisizione di TIGF, la società di Total attiva nel trasporto e nello stoccaggio di gas nel Sud-Ovest della Francia.

Sotto il profilo finanziario, dopo la separazione proprietaria da Eni, Snam ha avviato e concluso il programma di rifinanziamento, “conseguendo una struttura di debito equilibrata e caratterizzata da costi competitivi”. Non sono necessari rifinanziamenti del debito esistente fino al 2015.

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