Boldrini alla Camera, Grasso al Senato

Grasso_Piero_sliderLa deputata di Sel eletta con 327 voti. 137 i voti per Pietro Grasso che ha ottenuto lo scranno più alto di Palazzo Madama

 

 

ROMA – Laura Boldrini, deputata di Sel ed ex portavoce dell’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu in Italia, 51 anni, è stata eletta presidente della Camera con 327 voti. Questo il risultato della votazione: Presenti 618; Maggioranza richiesta: 310; Boldrini: 327; Fico:108; Schede bianche: 155; schede nulle: 10; Voti dispersi: 18.

Laura Boldrini è la terza donna nella storia della Repubblica ad essere eletta alla presidenza della Camera. Prima di lei solo Nilde Jotti, parlamentare del Pci e Irene Pivetti, eletta con la Lega. Pivetti è stata la presidente più giovane, Iotti la presidente della Camera per più anni di tutta la Repubblica.

Nata a Macerata il 28 aprile 1961, Laura Boldrini ha ricoperto il ruolo di portavoce in Italia dell’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). Laureata in Giurisprudenza presso La Sapienza a Roma, le prime esperienze lavorative le ha fatte in Rai. Si stabilisce successivamente in Venezuela, dove lavora per una azienda produttrice di riso. Ed è in America Latina che prende forma la sua decisione di dedicarsi alle cause umanitarie e di occuparsi di questioni internazionali.

Per quattro anni lavora alla Fao. Dal 1993 al 1998 si occupa del Programma alimentare mondiale (Wfp) come portavoce per l’ Italia. E’ distaccata all’ Alto commissariato per i rifugiati nel 1998, dove svolge numerose missioni in luoghi di crisi, tra cui ex-Jugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Sudan, Caucaso, Angola e Ruanda.

Cavaliere al merito della Repubblica italiana (2004), è stata premiata nel 2010 dal settimanale cattolico Famiglia Cristiana come ‘”italiana dell’ anno per la fermezza con cui ha condannato” i respingimenti degli immigrati nell’ estate del 2009”. Nello stesso anno ha ottenuto il Premio giornalistico Addetto Stampa dell’ Anno del Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti (2009), Ha pubblicato per Rizzoli ”Tutti Indietro”, il racconto delle cause a cui ha dedicato tutta la sua vita professionale. Alle ultime elezioni politiche è stata candidata alla Camera dei Deputati nelle circoscrizioni Sicilia 1 e 2 e Marche come capolista di Sinistra Ecologia Libertà. Eletta in tutte le tre circoscrizioni, ha optato per il seggio nella circoscrizione Sicilia 2.

“Sono molto soddisfatto, abbiamo eletto una candidato di grandissimo profilo culturale e moralmente indiscutibile e di cambiamento e l’abbiamo offerta all’elezione di tutti”. Così Pier Luigi Bersani commenta l’elezione di Laura Boldrini alla presidenza di Montecitorio.

Tutti i deputati, tranne quelli del Pdl che sono rimasti seduti, hanno accolto in piedi l’ingresso nell’Aula di Montecitorio del neopresidente Boldrini. Il primo ringraziamento è andato al Presidente Napolitano: “Vorrei rivolgere il mio saluto rispettoso e riconoscente e quello dell’assemblea al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, custode rigoroso dell’unità del paese e dei valori della Costituzione repubblicana”.

Dopo aver espresso il più sentito ringraziamento per l’alto onore e responsabilità che comporta il compito di presiedere questa assemblea, rivolta ai giovani appena eletti in Parlamento, la Boldrini ha detto: “Insieme riusciremo a affrontare l’impegno straordinario legato al lavoro delle istituzioni repubblicane. Questa aula – ha aggiunto – darà ascolto alla sofferenza sociale di una intera generazione”.

Un debole applauso, proveniente solo dai deputati del centrosinistra, ha sottolineato le parole della presidente della Camera quando ha ringraziato il suo predecessore Gianfranco Fini. Da parte del Pdl solo silenzio e qualche commento non proprio benevolo.

Standing ovation del centrosinistra e di M5S nell’Aula della Camera quando la presidente Laura Boldrini ha parlato della necessità di difendere i diritti delle donne. Solo alcune deputate del Pdl si sono unite nell’applauso. Applausi dell’Assemblea quando Boldrini ha ricordato la lotta alla mafia e quando ha ricordato Aldo Moro, di cui oggi cade l’anniversario del rapimento.

Pietro Grasso è stato eletto presidente del Senato. L’esponente del centrosinistra, a scrutinio appena chiuso, ha avuto più voti di Renato Schifani. Grasso ha infatti ottenuto 137 voti contro i 117 del presidente uscente. Luis Alberto Orellana (M5S) ha avuto 5 voti, Gaetano Quagliariello (Pdl) un voto. Schede bianche 52, nulle 7.

Applausi nell’aula di palazzo Madama dai banchi di centrosinistra a spoglio non ancora concluso del ballottaggio. Alcuni senatori dei banchi, all’estrema sinistra dell’aula, si sono congratulati con Grasso.

Dopo il nulla di fatto del terzo scrutinio di questa mattina, con i candidati sotto al quorum (Grasso, 120 e Schifani 111, con Orelllana del M5S fermo a quota 52) al Senato è stato necessario un ballottaggio in cui i montiani hanno votato scheda bianca.

“Rivolgo il primo discorso a quei cittadini che stanno seguendo i lavori di quest’aula con apprensione e speranza per il futuro di questo Paese. Il Paese mai come oggi ha bisogno di risposte rapide ed efficaci all’altezza della crisi sociale, economica, politica che sta vivendo”. Così Piero Grasso, presidente del Senato. 

“Mai come ora la storia italiana si intreccia con quella europea. Entrando qui mi ha colpito l’affresco sul soffitto con 4 parole: lavoro, giustizia, diritto fortezza e concordia di cui il paese ha disperatamente bisogno come della pace sociale”. “Siamo in un passaggio storico straordinario, abbiamo il diritto della responsabilità di indicare un cambiamento possibile, dobbiamo iniziare una nuova fase costituente che sappia stupire e stupirci”.

“Uomini e donne di diversa cultura hanno saputo darci una delle carte costituzionali più belle e più moderne del mondo”, ha aggiunto l’ex procuratore antimafia nel suo discorso di insediamento al Senato. “Nei 152 anni della nostra storia soprattutto nei momenti più difficili abbiamo saputo unirci, superare le differenze, affermare i valori comuni e trovare insieme un cammino condiviso”.

Poi il neo presidente del Senato Grasso ricorda in Aula l’anniversario del rapimento di Aldo Moro e dell’uccisione della scorta. Tra gli applausi dell’intero emiciclo. “A loro va il nostro omaggio deferente e commosso”, commenta Grasso che ricorda in Moro “un esempio”.

“In Aldo Moro il terrorismo brigatista colpì il dirigente politico che aveva compreso il bisogno e le speranze di generazione della società italiana. Come Moro scrisse: ‘il destino di un uomo non e’ realizzare pienamente la giustizia ma di avere sempre fame e sete di giustizia”.

“Ho sempre cercato verità e giustizia – ha concluso Grasso – e continuerò a cercarle da questo scranno, auspicando che venga istituita una nuova Commissione d’Inchiesta su tutte le stragi irrisolte del nostro Paese”.

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