Unindustria, cresce nel 2012 l’export del Lazio

export-sliderUnico dato positivo per la Regione che segna un +5,1%. Il farmaceutico e bio-medicale trainano con un +31,4%

 

 

ROMA – Nel 2012 l’export del Lazio (18 miliardi, il 4,6% del totale nazionale) cresce del 5,1% tendenziale, con un andamento più dinamico rispetto a quello italiano. Il dato è del centro studi Unindustria su dati Istat. Allo stesso tempo si assiste ad una decelerazione rispetto al biennio precedente (+13,9% nel 2011 e +25,7% nel 2010) che evidenzia quanto la crisi abbia influenzato il territorio. Determinante in tal senso l’indebolimento della domanda dell’eurozona, principale partner della regione (61,5%), che vede un aumento dell’8,4% a fronte del +12,7% del 2011 e del +28,6% del 2010.

In termini d’incidenza, seguono l’Asia Orientale (8,3%), i Paesi europei extra Ue (7,7%) e l’America Settentrionale (6,4%). Osservando il peso delle esportazioni dei singoli settori sul totale regionale, i prodotti trainanti risultano: farmaceutici e bio-medicali (34,7%), chimici (10,7%), mezzi di trasporto (10%) e Coke e petroliferi raffinati (9,1%). Tra tutti si segnala il farmaceutico e bio-medicale che chiude il 2012 con una crescita del 31,4%.

Per Frosinone (4,3 miliardi) si rileva un aumento dei flussi in uscita pari a +3,4%; l’export della provincia è destinato per il 76,7% a mercati dell’Ue a 27, per il 7,1% a Paesi europei extra Ue e per il 4,1% all’America Settentrionale. I prodotti che guidano le esportazioni del territorio sono articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (56,3%), mezzi di trasporto (15,4%) e apparecchi elettrici (6,8%).

In provincia di Latina (4 miliardi) si assiste ad un incremento delle esportazioni del 14,6%. Le mete principali della provincia sono l’Unione Europea (74,4%), l’Asia Orientale (9,3%) e l’America Settentrionale (6,5%) ed i settori trainanti il farmaceutico (68%), il chimico (9%) ed il metallifero (5,2%).

A Rieti (186,5 milioni) l’export cresce in misura più consistente rispetto al resto della regione, per la provincia si rileva infatti un aumento del 18,3%. Le destinazioni più significative della produzione sono l’Ue a 27, i Paesi Extra Ue e l’Asia orientale, verso cui è destinato rispettivamente il 77,2%, il 5,8% e il 3,7%. Inoltre, i principali prodotti esportati sono articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (43%), macchinari ed apparecchi (22,5%) e gli apparecchi elettrici (19,2%).

Roma registra risultati positivi per il secondo trimestre consecutivo, dopo che nella prima metà dell’anno l’export si era ridotto. Infatti, per la provincia si osserva una variazione tendenziale positiva dell’1,4% (9,2 miliardi), cui contribuisce in maniera significativa l’aumento delle vendite all’estero per i prodotti farmaceutici (+53,1%) e quelli metalliferi (+24,6%), mentre registrano contrazioni alcuni settori importanti per il loro peso, in particolare quello chimico (-12,7%) e quello dei petroliferi raffinati (-11,9%).

Tra le principali merci esportate spiccano, infatti, Sostanze e prodotti chimici (15,4%), Coke e petroliferi raffinati (17,9%), e gli articoli farmaceutici (11,2%). L’Ue si conferma il maggiore partner commerciale della provincia con il 48,6% del totale, seguono l’Asia Orientale con il 10,8% e gli altri Paesi europei con il 9,7%.

Con una performance nettamente migliore rispetto al dato regionale, in provincia di Viterbo le esportazioni (312,5 milioni) aumentano del 20,5%; le mete più rilevanti per le vendite estere del viterbese sono l’Unione Europea, i Paesi extra Ue e l’America Settentrionale, a cui è destinato rispettivamente il 56,5%, il 12% e l’11%. Oltre all’agricoltura, silvicoltura e pesca che rappresenta il 18,4% dell’export della provincia, i settori più significativi risultano gomma e plastica e alimentari, bevande e tabacco che contribuiscono rispettivamente al 31,8% e al 16,3% del totale.

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