Regione Lazio, entro venerdì la nuova giunta Zingaretti

Zingaretti_Nicola_slider_dueDopo lo stop alle nomine nelle Asl il presidente lavora alla composizione della squadra di governo

 

 

ROMA – Prima il Papa poi la Regione: Nicola Zingaretti presenterà la nuova giunta questa settimana, probabilmente mercoledì o giovedì, ma non oggi – come si era ipotizzato la scorsa settimana – visto che l’attenzione di tutti sarà concentrata sull’intronizzazione del Pontefice.

Come promesso all’atto dell’insediamento, il neo governatore si è messo a lavorare “pancia a terra per essere degno della fiducia degli elettori”. Non poteva mancare nemmeno il riferimento ecumenico: «Sarò il presidente di tutti i cittadini. Il Lazio sta soffrendo e noi faremo di tutto per dare una mano anche all’Italia, che ne ha bisogno, per la costruzione di una fase nuova dell’economia nazionale».

Prima comunque di mettere mano alla nuova giunta – un puzzle di capacità e di dosaggi politici sempre difficile da costruire – Zingaretti, in attesa  di definire “un nuovo modello di attuazione mirata della spending review a partire dall’ambito sanitario”, ha dato lo stop ai direttori generali della Asl affinchè si astengano “dall’adottare provvedimenti o nomine che possano compromettere il raggiungimento di tale obiettivo”.

Poi, insieme al suo storico capo di gabinetto Maurizio Venafro, ha cominciato a mettere mano alla nomina dei nuovi assessori. Per il momento sono sicuri di un posto in giunta almeno in quattro: Massimiliano Smeriglio, coordinatore della campagna elettorale, sarà il vice di Zingaretti, con delega al Welfare e alle Politiche del lavoro; Michele Civita, in arrivo dalla Provincia, dovrebbe occupare la casella di Urbanistica o Rifiuti; la pontina Sonia Ricci potrebbe essere l’assessore all’Agricoltura; per Amedeo Piva, supervisore del programma del neogovernatore, si sta pensando all’incarico da affidargli.

Per la Cultura sono calate le quotazioni sia del rettore di Roma Tre Guido Fabiani, sia di Monique Veaute, la fondatrice di RomaEuropa. In ascesa invece le quotazioni del magistrato-scrittore Giancarlo De Cataldo, che nei giorni scorsi avrebbe già incontrato il neogovernatore. Ancora da chiarire il ruolo del consigliere più votato Daniele Leodori e di Massimiliano Valeriani, per il quale si ipotizza un ruolo in giunta (ai Trasporti) se si abbandonasse l’idea di un gruppo di governo fatto tutto da esterni e che tanti “mal di pancia” ha già suscitato nel partito.

Per quanto riguarda le donne, il presidente ne vorrebbe cinque in giunta su un totale di dieci assessori. Oltre alla Ricci e alla Veaute, potrebbero entrare Carla Cantone (alle Attività produttive), e Cecilia D’Elia, per la quale sarebbero in ballo diverse poltrone.

Nel rispetto (obbligato) della rappresentanza territoriale, un altro nome sicuro per la composizione della giunta potrebbe essere il reatino Fabio Refrigeri (Turismo?), anche perché Rieti è l’unica provincia senza eletti alla Pisana. Mancano le due caselle più delicate: Bilancio e Sanità. Per la prima, dopo le rinunce eccellenti dei giorni scorsi, si continua a cercare un nome di profilo nazionale, per la seconda sarà forse lo stesso Zingaretti ad avere l’interim per la prima parte del suo mandato. Il segretario generale sarà Andrea Tardiola, il vice segretario Sterpa, mentre, come si è detto, il capo di gabinetto sarà Venafro.

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