Infuria la battaglia sul Cda dell’Acea

Acea_sliderGrandi manovre per il rinnovo dei vertici. La “promozione” del dg al centro delle polemiche. Domani le nomine

 

ROMA – Era stata una facile profezia quella della bagarre che si sarebbe scatenata intorno al rinnovo delle cariche al vertice dell’Acea, la più importante azienda di Roma Capitale. E infatti all’approssimarsi dell’assemblea dei soci di aprile, le opposizioni hanno aperto il fuoco di sbarramento sulle ipotesi di governance dell’azienda in coincidenza con la fine della consiliatura e con le nuove elezioni comunali.

Alemanno intanto tira dritto per la sua strada come gli impone la legge in qualità di maggiore azionista dell’Acea. Il vecchio Cda scade infatti con l’approvazione del bilancio 2012 e bisogna provvedere al suo rinnovo. Certo, si potrebbe rimandare l’assemblea a giugno, ma è facile comprendere come l’amministrazione in carica non voglia lasciarsi sfuggire l’occasione di rinnovare i vertici della sua partecipata, nel pieno rispetto peraltro delle scadenze di legge.

Oggi come oggi il vertice dell’azienda è così composto: presidente è Giancarlo Cremonesi, uomo forte voluto da Alemanno, mentre l’ad è Marco Staderini in quota Udc. Il consiglio di amministrazione è composto da 5 consiglieri nominati dal Campidoglio e 4 dagli azionisti privati, due che fanno capo a Caltagirone e due a Gaz de France, la società francese che possiede l’altra partecipazione.

La miccia che ha acceso le polveri politiche sarebbe stata l’intenzione del Sindaco di nominare tra i suoi cinque consiglieri l’ing. Paolo Gallo, l’attuale potente direttore generale fortemente voluto su quella poltrona dal maggiore azionista privato, Francesco Gaetano Caltagirone. E questa mossa, in sostanza, darebbe nel consiglio una maggioranza reale ai privati con cinque consiglieri contro quattro. Sarebbe come cedere la guida a loro senza neppure vendere le quote. Un gran regalo di Alemanno ai due partner privati proprio alla vigilia delle elezioni per il Comune.

Veniamo all’organigramma attuale del potere in Acea. Il presidente è Giancarlo Cremonesi, fortemente voluto da Alemanno, come pure l’ad Marco Staderini. Il Consiglio invece è composto da 5 consiglieri nominati dal Campidoglio, tra cui il dalemiano Peruzzi, e 4 dagli azionisti privati, due che fanno capo a Caltagirone e due a Gaz de France, la società francese che possiede l’altra partecipazione. L’inserimento di Gallo tra i consiglieri di nuova nomina del Campidoglio sarebbe appoggiato anche dai francesi, che in cambio otterrebbero di  indicare il direttore finanziario. L’operazione è già pronta, dovrebbe essere perfezionata domani e ufficializzata giovedì con la presentazione delle liste per il rinnovo dei vertici Acea.

Ma quali sono i risultati ottenuti in questi anni dal management di Acea? L’indice è da tempo sul rosso fisso. Nel febbraio del 2009, data che precede la nomina dell’attuale consiglio di amministrazione, il prezzo di Borsa del titolo era superiore a 10 euro per azione, quello attuale è pari a circa il 4,4, con una riduzione del 56% rispetto al calo dell’indice di borsa Ftse registrato nello stesso periodo, al 28%. I risultati economici della società mostrano un drastico calo dell’utile netto, passato dai 186,3 milioni di euro del 2008, (nel 2007 era di 164 milioni di euro) ai 77,4 milioni di euro del 2012, marcando un meno 58%. E anche l’indebitamento finanziario è cresciuto del 53%, dai 1.633 milioni del 2008 ai 2.496 del 31.12.2012.

Pur avendo riguardo alla data di nomina dell’attuale direttore generale, avvenuta il primo febbraio del 2011, ad oggi il prezzo di Borsa ha subito una riduzione del 45%, l’utile netto è sceso del 16% e l’indebitamento finanziario è cresciuto del 13%. Infine l’ultima stoccata è arrivata dall’agenzia Fitch, che ha ridotto drasticamente il rating della società, portandolo da A- a BBB+ con outlook negativo.

“Visti i risultati aziendali ottenuti in questi anni – sostiene il capogruppo Pd Umberto Marroni – l’ipotesi di nomina del direttore generale Gallo ad amministratore delegato appare del tutto inadeguata”. Il volume di fuoco del centro sinistra contro Alemanno è massiccio. Più o meno tutti i candidati alle primarie del Pd scendono in campo: Gentiloni (“Un bliz del sindaco sull’Acea sarebbe ingiustificabile”), Marino (“E’ intollerabile che Alemanno giochi così la sua rielezione”), Sassoli (“Sarebbe assurdo modificare il Cda dell’Acea in favore dei privati”), Prestipino (“Dopo parentopoli Alemanno è passato alle nomine last minute”).

Domani, a fuochi spenti, si conosceranno le designazioni.

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