11:21 | Addio Mennea, la “freccia del sud” che conquistò il mondo

Lo sport italiano in lutto, è morto a 61 anni Pietro Mennea. Il campione azzurro è scomparso questa mattina in una clinica romana. Lo sprinter, medaglia d’ oro ai Giochi Olimpici di Mosca 1980 sui 200 metri e per 16 anni detentore del record del mondo sulla distanza, era nato a Barletta il 28 giugno 1952. 

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, appresa la notizia telefonicamente mentre era in viaggio verso Milano, ha deciso di annullare gli impegni istituzionali e di far rientro a Roma. Nel pomeriggio sarà allestita la camera ardente al Coni.
“Si tratta di uno dei più grandi atleti della storia dello sport italiano e mondiale”. Mario Pescante, membro del Cio ed ex presidente del Coni, ricorda così, all’Adnkronos, Pietro Mennea, il velocista azzurro medaglia d’oro nei 200 metri alle Olimpiadi di Mosca 1980, scomparso oggi a Roma.

“Sono legato a Pietro Mennea dal ricordo di Mosca dove venne con il piccolo lottatore Maenza a smaltire una forma di ansia che lo aveva preso. L’ho avuto addirittura come collaboratore di segreteria, poi ha fatto quello che ha fatto -prosegue Pescante-. Credo che quella vittoria rappresenti la sintesi della personalità dell’uomo prima che dell’atleta: difficoltà interiori superate combattendo con se stesso e poi esplodendo sul campo”.

“Credo che sia uno degli ultimi ‘visi pallidi’ che si sono visti affermare nelle gare di velocità e poi da lì è cambiata la storia del velocismo. Sono rimasto traumatizzato -conclude Pescante-, sia per l’età, sia perché era un atleta in tutti i sensi”.

Un italiano che ha segnato la storia dell’atletica azzurra, dal carattere schivo, nato nel sud Italia da una famiglia modesta con la determinazione tipicamente meridionale che lo ha reso forte, il più forte fra i velocisti italiani.

Ma nella vita di Pietro Paolo Mennea, nato a Barletta, il 28 giugno 1952 non c’è solo la pista dell’atletica che lo ha reso famoso in tutto il mondo ma anche la politica e la professione di avvocato. Mennea, detentore del primato mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996 con il tempo 19”72, attuale record europeo, sfidò il mondo alle olimpiadi di Mosca vincendo la Medaglia d’oro nel 1980.

Terzo di cinque figli, il papà Salvatore e’ un sarto e la mamma Vincenza, una casalinga. Dopo le medie si iscrisse a ragioneria. A 15 anni, su uno stradone di Barletta, sfidava in velocità una Porsche color aragosta e un’ Alfa Romeo 1750 rossa: a piedi, sui 50 metri, batteva l’ una e l’ altra e guadagnava le 500 lire per pagarsi un cinema o un panino. Ha proseguito gli studi all’Isef.

Figura centrale nella vita di Mennea è stato il suo professore di educazione fisica, suo pigmalione, che lo spinse all’ atletica, e divenne così la “freccia del sud” che fece impazzire l’Italia con il titolo olimpico davanti ai “mostri” sacri di colore e dell’Est. Si è sposato con sposato Manuela Olivieri e si e’ laureato a Bari una prima volta in scienze politiche ma ha conseguito anche le lauree in giurisprudenza, scienze dell’ educazione motoria e lettere.

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