Equitalia, protesta dei consumatori per aumento interessi di mora

Befera_Equitalia_sliderFederconsumatori e Adusbef sul piede di guerra per l’incremento del 15% applicato dal 1° maggio sui pagamenti ritardati

 

ROMA – Equitalia continua a vessare i contribuenti avallando l’invio di milioni di cartelle pazze, in deroga allo Statuto dei diritti del contribuente che impone agli agenti della riscossione di verificare con certezza assoluta la fondatezza formale e sostanziale del tributo da riscuotere. Nono solo, ma poi con interpretazioni assurde e destituite di ogni fondamento giuridico, dichiara che non sarebbero annullabili le cartelle prive del nominativo del responsabile del procedimento, così come stabilito invece dall’ordinanza n.377/2007 della Corte Costituzionale.

Rispetto a simili comportamenti vessatori, i legali delle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori hanno allo studio un’azione risarcitoria dei danni, anche se la class action esclude i risarcimenti di massa verso le pubbliche amministrazioni, ma non verso le imprese.

Se la stessa Equitalia è stata costretta ad emanare, per le cartelle esattoriali, una precisa direttiva alle sue partecipate, per lo più di origine bancaria, in cui rende obbligatoria l’indicazione del responsabile del procedimento, riconosce che non può continuare a vessare i contribuenti, presi anche per stanchezza quando si vedono recapitare ingiunzioni di pagamento a raffica,seriali e non dovute le quali,anche se illegittime, vengono per lo più onorate per la farraginosità e l’onerosità (perdita di tempo, file, lungaggini,ecc.) dell’impugnazione.

Adusbef e Federconsumatori – che inseriranno nei loro siti un fac-simile di ricorso per aiutare i cittadini a sconfiggere l’arroganza di Equitalia – ricordano che la Corte Costituzionale, le cui ordinanze non sono impugnabili, ha dichiarato illegali,quindi non sanabili con alcun sotterfugio, le cartelle esattoriali che non portano il nome del responsabile del procedimento non solo per il futuro,ma anche per il passato.

Le stesse associazioni contestano ora vibratamete contro la decisione di Equitalia di aumentare i tassi di interesse di mora dal prossimo primo maggio. Con l’aumento – che il direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera, definisce “previsto dalla legge” – il tasso di interesse applicato sui ritardati pagamenti delle cartelle esattoriali iscritte a ruolo passa dal 4,55% al 5,22 per cento (+15%).

“Una vera e propria assurdità. Piove sul bagnato – commentano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Piuttosto che pensare ad aumentare i tassi di mora Equitalia dovrebbe dare la priorità ad una decisa riorganizzazione della struttura, migliorando i pessimi rapporti con il pubblico”.

Se Equitalia non darà risposte convincenti – sottolineano Trefiletti e Lannutti – le due associazioni “avvieranno tutte le iniziative necessarie per tutelare le famiglie. Non bastava l’aumento dei prezzi e delle tariffe, la caduta verticale del potere di acquisto (-14,1% dal 2008) e l’incredibile livello raggiunto dalla pressione fiscale nel nostro Paese, con aumenti solo nel 2013 di 421 euro”. Ora anche Equitalia “dà un ulteriore contributo per accrescere la preoccupazione e lo stato di vera e propria esasperazione in cui si trovano le famiglie”.

Dal canto suo Equitalia replica: “L’adeguamento annuale dei tassi di interesse di mora applicati alle cartelle di pagamento è previsto dall’articolo 30 del dpr 602/1973. Pertanto non esiste alcuna discrezionalità da parte di Equitalia o dell’Agenzia delle Entrate che adotta il provvedimento con i nuovi tassi. Per evitare questo meccanismo – ha puntualizzato la società – è necessario che il Parlamento cambi la Legge”. Si precisa inoltre che “gli interessi previsti nelle cartelle sono riscossi da Equitalia per conto degli enti pubblici creditori ai quali vengono riversati insieme a tributi e sanzioni”.

Per quanto riguarda invece i rapporti con il pubblico, Equitalia “da sempre è impegnata nel migliorare l’assistenza ai cittadini. Lo scorso anno, ad esempio, sono stati attivati nei capoluoghi di provincia sportelli dedicati alla soluzione dei casi più delicati di famiglie e imprese in difficoltà a causa della crisi economica. Gli sportelli ordinari impegnati nei pagamenti, nelle rateizzazioni e nelle altre regolari attività garantiscono tempi d’attesa del tutto adeguati”.

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