Primarie Pd, sei candidati per la poltrona di sindaco

Primarie_Pd_sliderIn vista dell’appuntamento del 7 aprile, il centrosinistra riduce le candidature da 8 a 6. Rinunciano Marroni e Nieri


ROMA – Il centrosinistra romano, in vista delle primarie per la scelta del candidato sindaco di Roma, in programma il prossimo 7 aprile, serra i ranghi e rende più concreta la sfida del confronto interno riducendo le candidature e concentrando l’impegno elettorale per permettere ai suoi elettori di scegliere un volto e un programma competitivo per le prossime elezioni comunali.

Ne è la prova quello che è accaduto nelle ultime ore con il passo indietro di Luigi Nieri (Sel) e Umberto Marroni (Pd), che sfoltendo la rosa dei candidati, hanno di fatto concentrato gli sforzi del partito attorni a pochi nomi, sui quali starebbe convergendo la fiducia e il sostegno di più parti.

Nieri, accogliendo le richieste del leader di Sel, ha annunciato di voler “lavorare per Roma, ma da un’altra posizione, non più come candidato alle primarie ma come parte di una squadra”, quella di Ignazio Marino. Anche Marroni, capogruppo Pd al Comune di Roma, cede il passo e fa convergere i suoi voti su David Sassoli che ha definito “coerente allo spirito del Partito”, una candidatura inclusiva e competitiva. Dalla sua, Marroni, mette al servizio del candidato ex giornalista Rai un’esperienza del territorio e della politica capitolina che hanno un valore soprattutto dal punto di vista programmatico.

“Spero che la semplificazione vada ancora avanti e che magari ci possano essere altre convergenze”. È il primo commento di David Sassoli, in merito alla scelta di Marroni. “La disponibilità e la generosità di Umberto sono rilevanti anche per l’esperienza di capogruppo e leader dell’opposizione in Campidoglio”.

“C’è la consapevolezza – riflette Sassoli dopo aver firmato a largo Argentina la carta d’intenti della coalizione – che il cambiamento a Roma passa per la riappropriazione di una regia pubblica del Comune. Questo è il punto sul quale intendiamo scommettere la nostra proposta politica. Questo il motivo della convergenza di Marroni.

“Roma è una grande città ed è naturale che alle primarie ci siano tante sensibilità – conclude -. Il problema è che bisognerebbe comunicare di più che Roma il 7 aprile ha la possibilità di scegliersi il futuro sindaco. Probabilmente questa comunicazione è ancora insufficiente”.

“Abbiamo quindi bisogno di fare di quella data il punto di partenza: nasca dalle primarie un fronte largo che sappia attrarre anche coloro che non partecipano alle primarie ma sono favorevoli affinché a Roma cambi la politica, affinché non rivinca Alemanno, che questa stagione della destra si chiuda e si riconcili con l’esperienza delle giunte di centrosinistra”.

Tirando le somme, rimangono quindi in gara per la poltrona del Campidoglio, oltre a Sassoli, Patrizia Prestipino, Ignazio Marino, Paolo Gentiloni, Gemma Azuni di Sel, Mattia Di Tommaso.

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