Roulette del governo, si gioca al totoministri

palazzo-chigi-sliderSi scommette sul giro di poltrone del nuovo esecutivo quello di Bersani, che non c’è ancora e chi sa se mai ci sarà

 

 

ROMA – Si scommette sul nulla. I ministri del prossimo governo saranno più politici o “civili”? Chi andrà al ministero chiave dell’economia? Il ministero dell’ambiente sarà incorporato nello sviluppo economico? Impazza sui giornali e nei talk show televisivi il totoministri di un governo, quello di Bersani, che non c’è ancora e chi sa se mai ci sarà.

Ma si sa, in questi frangenti di crisi, gli organigrammi rappresentano il passatempo preferito dai giornalisti e dai politologi. Mentre il presidente incaricato sta tentando di far quadrare il cerchio del governo – tra paletti di sbarramento (che lui stesso in parte si è autoimposto), veti incrociati, fuoco amico e capricci grillini – non si rinuncia a scommettere sulla lista dei papabili, su chi sale e chi scende, chi va dove.

E allora giochiamo anche noi. A prescindere dunque dall’eventuale endorsement dei centristi, o dalla campagna acquisti di qualche grillino in ordine sparso o, ancor più improbabile, l’ingaggio di qualche personalità super partes gradita al Pdl, il profilo di un ipotetico governo potrebbe essere questo.

Presidente del Consiglio Pierluigi Bersani. Vice presidente o sottosegretario con delega ai servizi segreti Enrico Letta (oggi Repubblica ritaglia per lo stesso Letta un ministero tutto nuovo dello Sviluppo sostenibile realizzato dalla fusione dello Sviluppo economico con l’Ambiente). Per il dicastero dell’Economia rimane forte la candidatura di Pier Carlo Padoan, capoeconomista dell’Ocse, le cui quotazioni nelle ultime ore sono un po’ scese. Salgono invece quelle del direttore generale di bankitalia Fabrizio Saccomanni, che già nei giorni scorsi era stato evocato come ministro gradito anche al Capo dello Stato.

Segue poi un gruppo di economisti e manager ben conosciuti dal presidente incaricato, che potrebbero andar bene per qualsiasi altra poltrona economica. Per lo Sviluppo economico, ad esempio, è stato fatto insistentemente il nome del patron della Brembo Alberto Bombassei, mentre altre figure di rilievo, come Carlo Dell’Aringa o Lucrezia Reichlin potrebbero occupare negli stessi settori posti di vice ministro o sottosegretario.

L’ex dg di Confindustria, Giampaolo Galli, molto stimato da Bersani, potrebbe andare indifferentemente al Lavoro, dove però dovrebbe vedersela con Guglielmo Epifani, o alle Infrastrutture se separate dallo sviluppo economico. Fabrizio Barca pagherebbe il suo peccato (veniale) di partecipazione al governo Monti rimanendo alla Coesione territoriale (Mezzogiorno). In lizza per una poltrona di ministro (o di sottosegretario) ci sono anche Francesco Boccia e Alessia Mosca, deputata ex responsabile lavoro esecutivo Pd.

Per le “quote rosa” potrebbero correre, insieme a Irene Tinagli, la filosofa Michela Marzano per le Pari opportunità, l’ex direttrice della scuola sant’Anna di Pisa Maria Chiara Carrozza per l’Istruzione, e ancora la giornalista Milena Gabanelli e la deputata Paola De Micheli.

Al ministero per i Beni e le attività culturali i centristi di Monti vedrebbero bene l’ex presidente del Fai Ilaria Borletti Buitoni, mentre lo stesso premier dimissionario potrebbe essere disponibile a traslocare alla Farnesina come ministro degli Esteri. Per gli Interni tutti danno per certa la conferma di Annamaria Cancellieri, anche se dal Pd avanzano (per la verità molto tiepidamente) le quotazioni di Emanuele Fiano.

Nell’altro posto strategico del nuovo gabinetto, quello della Giustizia, non si scende sotto il livello della Corte Costituzionale. Per cui i nomi che circolano sono quelli di Valerio Onida, di Gustavo Zagrebelsky e di Stefano Rodotà. Nelle ultime ore per via Arenula si è avanzata anche la candidatura del “giovane turco” bersaniano Andrea Orlando.

Obiettivi ambiziosi si nutrirebbero anche per l’Agricoltura, che sarebbe stata offerta a Carlo Petrini di Slow Food o a Oscar Farinetti di Eataly, ma ambedue hanno espressamente escluso l’idea di un incarico di governo. Sono invece in deciso a calo le quotazioni della prima ora di Roberto Saviano, Emma Bonino e Milena Gabbanelli. Il “consigliere più fidato di Bersani”, il governatore dell’Emilia, Vasco Errani, a sorpresa potrebbe andare a fare il sottosegretario alla presidenza del consiglio.

Potrebbero interessarti anche