Bersani al bivio, cresce il pessimismo

Bersani_sliderNuova giornata di consultazioni. Ridotte le chance di formare una maggioranza. Giovedì riferirà al presidente Napolitano

 

 

 

ROMA – Nuova giornata di consultazioni per Pier Luigi Bersani che ha ricevuto il pre-incarico dal presidente Giorgio Napolitano di verificare le possibilità di formare una maggioranza di governo.

Il programma di incontri alla Camera prevede alle 10 il Gruppo di Minoranza Linguistica della Valle d’Aosta, alle 10,30 il Gruppo Misto del Senato e alle 11 una delegazione del Psi. Alle 13,15 il segretario del Pd incontrerà la delegazione della Conferenza dei presidenti di Regione. Alle 15,30 l’appuntamento con il Gruppo Grandi Autonomie e Libertà, alle 16,15 quello con Lega Nord e Pdl. Alle 17,45 la giornata si chiude con l’incontro con Scelta Civica. Domani toccherà al M5S. Giovedì Bersani andrà al Quirinale per riferire al Capo dello Stato.

Ieri sera il segretario del Pd ha informato la Direzione del suo partito sullo stato del tentativo di formare il governo: ”Noi non chiediamo a nessuno l’impossibile. Chiederemo a Scelta civica di avere un’intesa e alle altre forze che hanno minore responsabilità di non impedire questa soluzione. Diremo a tutti, in consapevolezza e senza mettere le dita negli occhi a nessuno, di abbandonare posizioni propagandistiche”.

Bersani conferma la mano tesa al M5S: ”Oggi dire governabilità vuol dire non mettere un coperchio sull’esigenza di cambiamento. Serve un governo che abbia la possibilità di agire senza paralizzarsi e serve una corresponsabilità vera di tutte le forze politiche perché si abbia un percorso certo di riforme”. Insiste, pur non segnalando particolari novità rispetto al suo tentativo di costruire una maggioranza: ”Chiediamo a Pdl-Lega di uscire da ambiti che sono un cascame della campagna elettorale e chiediamo al M5S, in un momento decisivo per il Paese, se vogliono essere una comunità segregata o una forza politica che si prende qualche responsabilità, nei limiti in cui può prendersela”. E’ stata intanto accolta la richiesta venuta dal M5S di trasmettere in diretta streaming l’incontro che ci sarà domani con il presidente incaricato.

Ieri Bersani sembrava poter contare sui dubbi della Lega Nord ad affondare il tentativo del segretario del Pd, ma la scelta del Carroccio di incontrare il presidente pre-incaricato con la delegazione del Pdl sembra allontanare ipotesi di avvicinamento. Risulterebbero perciò inutili al Senato l’appoggio di Scelta Civica, del gruppo Misto e di quello delle Autonomie per garantire una maggioranza.

La riunione di Direzione del Pd, iniziata dopo le 19, e’ stata breve e non ha registrato obiezioni rispetto al tentativo in corso da parte di Bersani. L’ha aperta il vice segretario Enrico Letta: ”Siamo alla prova del nove, possiamo farcela e abbiamo le condizioni per farcela ma quello che e’ sicuro e’ che senza unità del Pd questo tentativo e’ impossibile. Quindi lo sforzo e’ anche sulle nostre spalle”. Il riferimento polemico e’ alle posizioni di Matteo Renzi, non presente alla riunione, che in qualche dichiarazione ha auspicato il dialogo con il Pdl. Il sindaco di Firenze ha poi chiarito: ”Bersani sta provando a formare un governo e io spero che, per il bene dell’Italia, ce la faccia. La mia serietà e la mia lealtà sono fuori discussione”.

Nonostante la Direzione del Pd non abbia fatto obiezioni a Bersani, nel partito cresce il malessere per l’assenza di un ”piano B” in caso di fallimento della mano tesa al M5S.

Un ”governo del presidente”, sorretto anche dal Pdl e dai montiani, e’ ritenuto da molti esponenti del Pd (dagli ex popolari agli ex Margherita fino ai renziani e veltroniani) la soluzione migliore rispetto a un rapido ritorno alle urne. In caso di fallimento del tentativo di Bersani, potrebbe aprirsi una discussione nel Pd che metterebbe sotto i riflettori la già scricchiolante leadership del segretario colpevole, secondo i critici, di non aver vinto le elezioni con l’alleanza con Sel a scapito di quella con Scelta Civica e di aver tentato di formare un governo con il M5S invece di perseguire l’obiettivo più realistico di un governissimo.

Bersani e’ consapevole delle difficoltà. ”La verità e’ che c’è una situazione drammatica. Avete visto quello che ha detto Confindustria? Servirebbe un governo che fa miracoli”, ha detto ai cronisti in una pausa delle consultazioni sottolineando come i sindacati abbiano espresso le stesse preoccupazioni degli industriali. Poi ha replicato a Silvio Berlusconi che aveva parlato di un governo con premier Bersani e vicepremier Angelino Alfano: ”Siamo al dunque, bisogna fare discorsi seri, al mattino non si può annunciare la guerra mondiale e al pomeriggio abbracci”.

Il dialogo e’ circoscritto all’elezione del prossimo presidente della Repubblica: ”Noi siamo disponibili, come abbiamo dimostrato sulle presidente delle Camere, a ragionare perché sulle istituzioni ci sia un’assunzione comune di responsabilità. Non possono venirmi a dire di scambi. Non portiamo le nostre istituzioni a questo livello. Siamo disponibili a ragionare, con assunzione comune di responsabilità”, ha detto Bersani nella riunione della Direzione del suo partito.

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