Festival internazionale del giornalismo a Perugia

Perugia_festival_JournalismDal 24 al 28 aprile la città umbra ospiterà l’International Journalism Festival dedicato alle sfide del giornalismo

 

ROMA – Forse mai come in questo periodo il giornalismo tradizionale comincia pesantemente ad arrancare e sul terreno del digitale non ha ancora saputo trovare una via di uscita alla crisi economica e un’alternativa profittevole al calo delle entrate derivanti da inserzioni e vendite.

Il declino degli introiti pubblicitari sulle testate tradizionali e l’influenza della congiuntura economica hanno finito infatti per diventare un mix letale per un intero settore ancora incapace di trovare un’opzione in grado di sostenere iniziative editoriali, tanto più in rete, dove per ogni sedici dollari persi sul versante della pubblicità su carta se ne guadagna ancora uno soltanto sul digitale, e dove l’eccesso d’offerta ha finito col rendere meno nitidi i contorni della professionalità e di una adeguata retribuzione. E il trend, ormai stabile, sembra essere ancora ben lontano dall’attestarsi su numeri confortanti.

Nello stesso momento, ha cominciato a venire meno la figura del giornale -e del giornalista -come depositario unico dell’informazione, avversato dalla concorrenza di lettori sempre meno ‘passivi’ e di un sostanziale disaffezione della cittadinanza nei confronti delle produzioni giornalistiche, soprattutto nei giovani (solo il 6% di lettori tra i ventenni, secondo una ricerca del Pew Center).

In questo scenario appare evidente come la rievocazione di un passato che non sembra più in grado di riproporsi, e garantire ancora l’antico lustro alla categoria né la sostenibilità industriale, rischia di suonare ‘anti-storica’. Né, allo stato attuale, si può celebrare il panorama esistente, governato così com’è dall’incertezza sul futuro della professione, dei modelli di riproducibilità, sulla lenta e inesorabile mutazione dei contenuti -orientati sempre più al mobile, dove però Google e Facebook detengono da soli quasi il 70% delle entrate pubblicitarie -alla ricerca di un business model che fatica ancora a imporsi.

L’appuntamento del Festival Internazionale del Giornalismo non può che essere quindi un momento di scambio e dibattito sullo scenario attuale, un punto sulla situazione in questo passaggio decisivo.

La VII edizione del Festival si terrà a Perugia dal 24 al 28 aprile: cinque giorni tra keynote speech, incontri-dibattito, tavole rotonde, interviste, presentazioni di libri, workshop, proiezioni di documentari, concorsi, premiazioni e mostre, e come sempre protagonisti della manifestazione giornalisti da tutto il mondo.

I keynote speech sono stati affidati a tre star della comunicazione mondiale: Amily Bell, per anni alla guida del settore digitale del Guardian e coautrice di uno dei testi più influenti sui media digitali: “Post-industrial journalism: adapting to the present; Mathew Ingram, giornalista canadese tra i blogger più letti e fondatore di siti come GigaOm e PaidContent, punti di riferimento internazionale per l’editoria online e l’hi-tech; Harper Reed protagonista dell’operazione di data mining sull’elettorato che tanto ha contribuito alla vittoria di Obama alle elezioni americane dello scorso novembre.

“Il festival di Perugia rimane un punto di riferimento in anni di crisi profondissima del giornalismo italiano e internazionale. Sarà uno degli argomenti chiave – ha spiegato oggi in una conferenza stampa Arianna Ciccone, fondatrice del festival insieme a Chris Potter – Stiamo assistendo al collasso del sistema di produzione giornalistica come l’abbiamo conosciuto fino ad oggi. Incontrarsi con chi si occupa di questi temi è quanto mai necessario”.

Confermato UniCredit, in qualità di main partner, TIM official sponsor per il secondo anno consecutivo e Sky, Nestlé,Enel eCarlsbergItalia.

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