Marò, il ministro Terzi si dimette

Terzi_di_santagataIl responsabile della Farnesina lascia il dicastero in disaccordo con il governo. Aula della Camera sbigottita

 

ROMA – “Mi dimetto in disaccordo con la decisione di rimandare i marò in India. Le riserve da me espresse non hanno prodotto alcun effetto e la decisione è stata un’altra. la mia voce è rimasta inascoltata”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi in Parlamento nel corso dell’informativa sul caso dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e annunciando a sorpresa le sue dimissioni in merito appunto alla vicenda.

“Ho aspettato di farlo qui in Parlamento per esprimere pubblicamente questa mia posizione: non posso più far parte di questo governo”, ha aggiunto. Mi dimetto – ha continuato – perché per 40 anni ho ritenuto e ritengo oggi in maniera ancora più forte che vada salvaguardata l’onorabilità del Paese, delle forze armate e della diplomazia italiana. Mi dimetto perché solidale con i nostri due marò e con le loro famiglie. Saluto con un sentimento di profonda partecipazione e ammirazione i marò Latorre e Girone. Ancora ieri le loro parole hanno dato uno straordinario esempio di attaccamento alla patria.

“E’ risibile e strumentale pensare che la Farnesina abbia agito autonomamente sulla vicenda dei marò”, ha spiegato Terzi, definendo “fantasiose” le ricostruzioni in questo senso. “Sono un uomo delle istituzioni che ha servito per 40 anni lo Stato. In questi giorni ho letto ricostruzioni fantasiose, in merito a iniziative che avrei assunto in modo autonomo, ma io mai avrei agito in modo autoreferenziale”.

“Tutte le istituzioni erano informate e d’accordo sulla decisione di trattenere in Italia i marò. La linea del governo è stata approvata da tutti l’8 marzo”, ha concluso l’ex ministro.

Smarrimento, sbigottimento in Aula alla Camera dopo l’annuncio a sorpresa delle dimissioni da parte del ministro degli Esteri. Renato Brunetta, capogruppo del Pdl, chiede la sospensione della seduta e invoca la partecipazione del premier Mario Monti. Gennaro Migliore, capogruppo di Sel, non e’ d’accordo: vuole che la discussione continui. Ignazio La Russa, a nome di Fratelli d’Italia, afferma che le dimissioni di Terzi sono in forte polemica verso il governo a causa dell’atteggiamento tenuto sul caso dei due fucilieri di marina detenuti in India.

Il dibattito continua. Interviene Rocco Buttiglione, di Scelta Civica: ”L’Aula e’ stata convocata per sapere quello che e’ accaduto in uno sciagurato incidente in cui senza prove sono i due marò. Dopo la versione del ministro degli Esteri, vogliamo conoscere quella del governo e del ministro della Difesa”.

Lapo Pistelli, Pd, parla di ”8 settembre del governo tecnico”: ”Pensavamo di aver visto di tutto in questa Aula ma ci mancavano le dimissioni in diretta. Vorremmo ascoltare l’opinione del governo che c’è”. Giancarlo Giorgeti, capogruppo della Lega Nord, si allinea sulla posizione di Brunetta: ”Monti deve venire in Aula. Il dibattito non può chiudersi oggi pomeriggio”. Laura Boldrini, presidente della Camera, propone la posizione che viene accolta dall’Aula: ”Il dibattito vada avanti. Io mi occuperò di informare il premier Mario Monti”.

Nel frattempo arriva la dichiarazione del ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola- “Il ministro degli Esteri Terzi ha illustrato gli sviluppi della vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone: mi riferisco ai fatti, ma non mi riferisco alle valutazioni che ha espresso e che non sono quelle del governo”. Così, il ministro Di Paola, ha preso le distanze dalla decisione del titolare della Farnesina di rassegnare le sue dimissioni a seguito del caso marò.

“Le decisioni collegiali di governo si rispettano e si onorano – ha poi aggiunto Di Paola -. Sono stato io a comunicare ai due fucilieri le decisioni, perché quello in quel momento era il mio dovere istituzionale. Sono stato io a guardarli negli occhi e dire loro quel che poi loro hanno fatto”.

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