Giustizia, Italia terz’ultima in Europa per velocità processi

Palazzo_Berlaymont_BruxellesCirca 500 giorni per risolvere una causa. Monito da Bruxelles: “La politica tenga giù le mani dai giudici”

 

 

ROMA – Ci vogliono circa 500 giorni in media in Italia per risolvere le cause civile e commerciali. E’ quanto emerge da un rapporto della Commissione europea diffuso a Bruxelles, secondo cui in Europa solo Cipro e Malta fanno registrare processi civili e commerciali più lunghi del nostro Paese ponendoci al terzultimo posto. L’Italia e’ anche il paese europeo con il maggior numero di cause civili e commerciali pendenti per ogni 100 abitanti, 7, il doppio del secondo in classifica (Portogallo con 3,5 cause in sospeso per 100 abitanti).

“Giù le mani” dai magistrati. E’ il monito rivolto alla politica italiana dal commissario europeo alla Giustizia Viviane Reding, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles. “Se vogliamo avere un sistema giudiziario indipendente – ha detto la Reding, rispondendo ad una domanda sullo scontro fra politica e magistratura in Italia – lasciateli lavorare in modo indipendente”.

Parlando dell’efficienza del sistema giudiziario italiano, la Reding, nella conferenza stampa a Bruxelles, ha poi ricordato che “l’Italia ed il governo Monti sono consapevoli che i problemi di funzionamento efficace della giustizia commerciale, civile ed amministrativa sono molto negativi per gli investimenti, che non devono aspettare, devono avere la certezza della legalità”. A questo fine, la commissaria ha sottolineato di aver lavorato “strettamente” in questi mesi con le autorità italiane.

“L’attrattiva di un Paese come un posto per investire e fare affari è indubbiamente rafforzato dall’ avere un sistema giudiziario efficiente e indipendente – ha sottolineato la Reding, presentando il suo rapporto a Bruxelles – Per questo sono importanti decisioni legali prevedibili, puntuali e applicabili e per questo le riforme in tema di giustizia sono diventate un’importante componente strutturale della strategia economica europea”.

“Una giustizia di alta qualità, indipendente ed efficiente – ha fatto eco il commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn – è essenziale per un ambiente imprenditoriale amico della crescita”. Lo ‘Scoreboard’ sulla giustizia presentato oggi “aiuterà i Paesi membri a rafforzare i loro sistemi legali ed i loro sforzi per stimolare gli investimenti e la creazione di posti di lavoro”.

Il commento del presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli arriva a stretto giro: “E’ una cosa semplice, giusta, che potrebbe anche essere considerata scontata ma è bene certe volte ripetere anche le cose semplici. La giustizia deve essere tenuta fuori dallo scontro politico. Dei processi non può essere data una lettura politica.

“Purtroppo – aggiunge il presidente dell’Anm – anche recentemente abbiamo assistito ad attacchi e insulti alla magistratura. Mi pare che in una situazione del genere richiamare questi principi semplici sia sempre utile. Noi siamo stati invitati al senso di responsabilità all’equilibrio, ma direi che la magistratura ce l’ha nel suo Dna”, rimarca.

Le affermazioni di Viviane Reding “sono diverse – prosegue il presidente dell’Anm – Giù le mani dai magistrati perché, dice il commissario, è importante per un Paese avere un sistema giudiziario indipendente. Quindi insiste sull’indipendenza e insiste sull’efficienza della giustizia. E’ quello che i magistrati ripetono da sempre.

”Reding richiama anche l’attenzione sulle cause civili e commerciali, che si riassumono in un principio generale: la legalità è fondamentale in qualsiasi Paese e serve anche per gli investimenti economici. E’ chiaro – ribadisce Sabelli – che l’importanza della giustizia non si misura col metro dell’economia ma col metro del rispetto dei diritti. La legalità non è un bene economicamente stimabile però non si può trascurare che la legalità serve anche all’economia, nella misura in cui l’economia è fondamentale nella lettura complessiva di un Paese efficiente”.

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