Governo, il no dei grillini a Bersani

Grillo_Beppe_sliderI Cinquestelle ribadiscono il no alla fiducia: ‘Governo a noi o niente’. L’incontro di Bersani con Napolitano slitta a venerdì

 

ROMA – “I capigruppo portavoce del M5S Vito Crimi e Roberta Lombardi incontrano il leader Pd per ribadire il no alla fiducia”. E’ stato un tweet di Beppe Grillo a confermare la linea, mentre era ancora in corso l’incontro, in diretta streaming, tra Bersani e i capigruppo del Movimento 5 Stelle. Fumata nera, lo fa sapere il leader quando i portavoce stanno ancora parlando. Così non ci si sbaglia.

Niente di fatto, dunque, tra il segretario del Pd e aspirante presidente del consiglio incaricato ed il partito dal quale sperava di ottenere una qualche ammiccante tolleranza. Eppure Bersani ha provato a smuovere gli interlocutori con più di un’argomentazione: appello alla responsabilità, paragoni negativi con i talk-show, persino richieste esplicite.

“Vi chiedo di far partire l’esecutivo: o prendiamo questa strada e poi vediamo, o prendiamo una strada che va in senso inverso e andiamo a votare, e voi sapete che il tema sociale è acutissimo”, ha detto a Crimi e Lombardi. Per poi aggiungere in uno stile inequivocabile: “Qui o si va a Messa o si sta a casa”.

I grillini hanno deciso di stare a casa. E adesso? Da parte del Pdl, Fabrizio Cicchitto ne approfitta per sottolineare il fallimento: “Non esistono i doppi binari. Bersani venerdì salirà al Colle. Troppa rigidità in politica non aiuta, così come il mantenere posizioni demagogiche”. Poi aggiunge: “Se Bersani non e’ in grado di offrire una soluzione a causa del suo schematismo ideologico, allora la via delle elezioni non e’ scontata, ma va messo in campo un nome di garanzia che unisca anziché dividere”.
E’ quello che ha in mente di fare Giorgio Napolitano? Non si sa, anche perché gli incontri al Quirinale non sempre finiscono secondo le previsioni, e questa crisi e’ anomala sotto più di un punto di vista.

Forse anche per questo Grillo da tweet passa in un attimo al blog: per sparare a zero, o anche peggio. I politici, scrive, sono “padri puttanieri che chiagnono e fottono, che ci prendono allegramente per il culo ogni giorno con i loro appelli quotidiani per la governabilità”. E, così scrivendo, mostra di far propri i neologismi che giusto stamane sono costati a Franco Battiato l’assessorato al turismo della Regione Sicilia. Rosario Crocetta non accetta che si parli di un Parlamento popolato di “troie”, quindi via il musicista dall’insulto facile. Ma via anche Antonino Zichichi, assessore ai beni culturali. Sapeva parlare solo di raggi cosmici, ha spiegato Crocetta. Decisamente, qui si va da un estremo all’altro.

Potrebbero interessarti anche