13:20 | Inps, è guerra sui Cud tra il Codacons e l’Istituto

Il Codacons ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma sulla nota vicenda dei Cud che non vengono più spediti al domicilio degli anziani, ipotizzando i reati di cui agli artt. 340 e 328 del codice penale, ossia, rispettivamente, interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità e omissione di atti d’ufficio.

Il Codacons ha evidenziato nell’esposto l’ “assoluta mancata informazione nei confronti dei contribuenti circa il cambiamento posto in essere e le modalità di accesso al modello Cud con il passaggio dall’invio del cartaceo all’invio telematico (molte persone non vedendosi recapitare, come era previsto, il cartaceo, hanno scoperto delle novità telematiche solo contattando direttamente l’Inps per chiedere come mai il modello Cud non fosse stato inviato)” e l’ “odissea legata alla macchinosità del procedimento di accesso al documento telematico (…) un procedimento non proprio opportuno per i pensionati più anziani evidentemente non abituati ad interfacciarsi con il web”.

Proprio ieri invece arrivava nelle redazioni un comunicato stampa dell’Istituto nel quale si stilava un bilancio del primo mese dell’avvio dell’operazione.

Nella nota si legge: “A poco meno di un mese dall’avvio dell’operazione di distribuzione multicanale del Cud per i pensionati, risultano ritirati circa 13 milioni di certificati: 2,5 milioni scaricati direttamente dal sito istituzionale dell’Inps; quasi un milione inviati per posta su richiesta avanzata al numero verde dagli interessati o dai loro parenti; 800mila ritirati presso le sedi Inps sul territorio; 8,5 milioni distribuiti dagli intermediari (caf, professionisti, patronati, etc.); altri 300mila sono stati inviati per gli altri canali (posta certificata, sportelli postali aderenti a Reti Amiche, sportelli mobili Inps).

“Il bilancio di quest’anno, a fine marzo, nonostante la novità introdotta e i disagi denunciati, è migliore dell’anno scorso – commenta il direttore generale dell’Inps, Mauro Nori – quando solo alla fine di aprile, tramite l’invio postale, raggiungemmo con il Cud i 18 milioni di pensionati. Direi di più: i dati che abbiamo ci fanno ritenere che ormai la quasi totalità dei pensionati che devono fare una dichiarazione dei redditi ha già ricevuto il proprio Cud”. Infatti dei 18,2 milioni di pensionati che lo scorso anno hanno ricevuto il Cud, solo 12,5 milioni hanno fatto una dichiarazione dei redditi (quasi 9 milioni di 730; 3,5 milioni di Unico): è quanto emerge dai dati forniti a Inps dall’Agenzia delle Entrate.

“Siamo disponibili a soluzioni personalizzate – conclude Nori – per evitare i disagi dei pensionati, e il ventaglio di possibilità messe in atto ha dimostrato che la quasi totalità di coloro che devono utilizzare il Cud ha già ottenuto il certificato. Lo scorso anno un terzo dei pensionati che hanno ricevuto il Cud a domicilio non ha dovuto fare la dichiarazione dei redditi. Il risparmio di quasi 40 milioni di euro, ottenuto con la messa a disposizione online e multicanale del Cud e del certificato di pensione (modello ObisM), non credo che abbia danneggiato i cittadini. La norma prevista dalla legge di stabilità, per nostro tramite, li ha sottoposti a un cambio di abitudine, necessario per diminuire le spese della Pubblica Amministrazione, ma non ha leso il loro diritto di ottenere le dovute informazioni e certificazioni”.

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