L’ospedale San Carlo resta aperto

IdiProseguono le attività assistenziali. I sindacati ottengono una lettera dopo ore di confronto in Regione

 

ROMA – Parziale dietrofront sulla vicenda del San Carlo Nancy di Roma. La struttura di Via Aurelia rimarrà aperta, a differenza di quanto comunicato ieri nel primo pomeriggio.

Gli ispettori della Asl Roma E, infatti, avevano inizialmente consegnato all’ospedale un documento firmato del direttore generale aziendale, Maria Pia Sabia, in cui si comunicava la sospensione delle attività. Nel documento veniva disposto il divieto di nuovi ricoveri presso la struttura, il blocco immediato delle accettazioni di ricovero programmate, in emergenza/urgenza; quello dell’attività chirurgica e quello delle attività di assistenza specialistica ambulatoriale. (Ma in realtà nella giornata di mercoledì, in sala operatoria si operava lo stesso). Nel testo del provvedimento, si specificava anche che l’ospedale aveva tempo fino a giovedì alle 12.00 per fornire alla Asl una «dettagliata relazione che individui il numero di pazienti ancora degenti evidenziando quelli che verranno dimessi» e quelli per i quali «è necessario il trasferimento in altre strutture».

Tutto era partito nel giorno in cui i sindacati, il governatore Nicola Zingaretti e la proprietà del Gruppo Idi, cui fa parte il San Carlo, si incontravano in Regione alle 17.30 in un tavolo permanente per decidere le sorti del Gruppo Idi sanità.

Dopo oltre sei ore di serrato confronto, i sindacati hanno ottenuto una lettera alle 23 di ieri, in cui “veniva fornita la corretta interpretazione della determinazione del 22 marzo”, quella della sospensione dell’attività comunicata solo ieri all’ospedale, “che non andava intesa come rivolta a produrre l’effetto della chiusura della struttura”.

La lettera comporta quindi “il proseguimento delle attività assistenziali dell’ospedale per gli accessi al pronto soccorso. Resta altresì ferma l’esigenza di assicurare la continuità per l’intero percorso assistenziale dei pazienti attualmente ricoverati, compresa l’attività di emergenza”.

“La sospensione dell’autorizzazione – prosegue la lettera – va interpretata selettivamente con riferimento alle unità organizzative dell’azienda che necessitano degli interventi di conformazione alle prescrizioni fornite dalla stessa Asl il 12 febbraio, ovvero con una calendarizzazione degli interventi tale da non compromettere la funzionalità complessiva della struttura”.

Il Gruppo Idi sanità aveva anche presentato un ricorso d’urgenza al Tar del Lazio contro la comunicazione della Regione, appena ricevuta dalla Regione la comunicazione della sospensione dell’autorizzazione. “Volevamo una risoluzione certa della vicenda.

“Abbiamo subito dichiarato – spiega il segretario dell’Ugl sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo – che se non ci fosse stata una revoca o una contro-determina del provvedimento di sospensione dell’attività sanitaria del San Carlo, non avremmo abbandonato l’assessorato al Lavoro della Regione”. Il prossimo incontro sulla procedura di mobilità ancora in essere, fanno sapere i sindacati, avverrà il 2 aprile.

L’iniziativa intrapresa dai funzionari regionali senza la preventiva concertazione dell’Assessore e del presidente della Giunta Regionale, Nicola Zingaretti – è il commento della segreteria romana della Uil Fpl – dimostra che vi è una totale confusione in Regione; l’organo tecnico non risponde all’organo politico.

Questa mattina sul caso è intervenuto il ministro della Salute, Renato Balduzzi, chiedendo alla Regione un rapporto per far luce su quanto accaduto. “Relativamente – si legge nella nota del ministero – alla sospensione delle attività dell’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma disposta dalla Asl Rme e alla successiva smentita da parte della Regione Lazio che invece dichiara la possibilità che le attività possano regolarmente proseguire, ha chiesto con urgenza alla Regione un rapporto sull’intera situazione: controlli effettuati, motivazioni della sospensione e poi del ripristino delle attività del presidio ospedaliero”.

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